di
GIOVANNI GULLI
Quella odierna può definirsi in tanti modi, tranne che una gara di fine stagione.
Evidente la superiorità tecnica, tattica e fisica tra
Manduria e
Altamura, oltre ai punti in classifica, ma i baresi dimostrano di non essere venuti nella
terra del primitivo per fare una gita di metà settimana, tant'è che le occasioni sono fioccate da una parte e dall'altra e le difese sono state costantemente sotto pressione.
Bruno propone
Cimino nel tridente d'attacco e recupera
Coccioli sulla sinistra del quartetto di difesa, mentre
Catalano è costretto ad avere una panchina di soli quattro elementi, visto il clima di smobilitazione che regna nell'
Altamura dopo l'ormai conclamata retrocessione in Promozione
(nella foto: il centrocampista biancoverde Luca Rosciglione autore del definitivo 2-0).
Prima del fischio d'inizio viene osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Pasquale Erario, grande tifoso del Manduria, venuto a mancare dopo una lunga malattia.PRIMO TEMPO - Gara che comincia col botto per il
Manduria. Al 4'
De Nicola si rende pericoloso con un colpo di testa che scheggia la parte alta della traversa e lo stesso attaccante biancoverde, oggi in gran spolvero, tre minuti dopo conclude centralmente, per l'agevole intervento di
Amoruso, una triangolazione con
Cimino che gli restituisce la sfera in area.
L'Altamura non sta a guardare. Pietravalle impegna severamente
Negro al 9' con una sberla angolata che costringe il numero uno di casa a distendersi sulla propria destra per deviare la sfera in angolo.
Cocciolo al 12' prova anche lui dalla distanza ma
Amoruso è attento e para centralmente.
Tentativo di contropiede del
Manduria al 17' con
De Nicola che sfrutta un lancio di
Potì, entra in area ma conclude a lato.
Al 31' replay del contropiede del
Manduria sempre con
De Nicola che prova anche il pallonetto su
Amoruso, ma ancora una volta la sfera finisce di poco fuori.
Un minuto dopo la replica barese si affida ad una solitaria azione di
Aloisio che, dopo aver dribblato in bello stile sulla destra due difensori di casa, entra in area e prova la botta con il collo pieno ma la conclusione é sbilenca e termina dall'altra parte del campo.
Il
Manduria torna a macinare gioco e
Calò prova ad incunearsi in velocità in area dalla destra ma il suo passaggio viene intercettato dal portiere che si distende e sventa la minaccia.
A questo punto irrompe sulla scena Escobar che prova a prendere per mano la squadra e condurla al vantaggio che va maturando.Un minuto dopo l'argentino entra in area, passa il cuoio a
Cimino che concludealto.
Ancora sessanta secondi e sempre
Escobar ci prova in solitaria, tirando dal limite ma
Amoruso è sempre vigile e blocca.
Il gol del vantaggio arriva al 41'. Escobar si libera con determinazione sulla sinistra di due avversari, passaggio al bacio per De Nicola che scatta praticamente sul filo del fuorigioco e insacca di prima intenzione sull'uscita di Amoruso.SECONDO TEMPO - Sulla scia del vantaggio,
il Manduria ad inizio di ripresa chiude i conti.
Al 4' Coccioli spedisce un cross in area, tagliando praticamente in due la difesa barese, che non si avvede di Rosciglione che tira al volo e centra il meritato 2-0.Il protagonista, a questo punto della contesa, giusto per dare un po' di suspence al match, diventa il direttore di gara, il Sig. De Santis di Lecce, il quale non trova di meglio da fare che, prima,
mandare anzitempo Coccioli negli spogliatoi per una presunta frase irriguardosa rivolta al primo assistente che gli aveva segnalato un fuorigioco e, successivamente, erogare diversi cartellini gialli, a carico sia del
Manduria che dell'
Altamura e per motivazioni, a nostro avviso, spesso anche discutibili, che alla fine saranno complessivamente cinque e francamente tanti per una gara di fine campionato che non aveva, alla base, alcuna velleità di classifica.
Con il
Manduria ridotto in dieci,
Bruno toglie
Escobar e
Cimino e irrobustisce la linea mediana, mentre l'
Altamura colleziona angoli a ripetizione e riesce a rendersi pericoloso solo con
Anaclerio che, con un calcio piazzato al 23', costringe
Negro prima alla respinta a pugni uniti e, in pieno recupero al 47', alla parata a terra.
Al fischio finale, gli spettatori presenti si accomiatano dai loro beniamini tributando loro un meritato e lungo applauso per aver centrato l'obiettivo salvezza e aver dato più di qualche soddisfazione.POST GARA - Gigi Bruno, raggiunto negli spogliatoi e
ringraziato da diversi 'addetti ai lavori' che lo abbracciano e gli stringono la mano per ringraziarlo del lavoro svolto, ha parole di elogio per il suo gruppo, anche in una giornata come questa che certamente non aveva gli affanni tipici di chi ha ancora da chiedere al campionato. “Ho fatto solo il mio lavoro e ringrazio questi ragazzi per quello che hanno dato, sia a me che a questa tifoseria”.
E l'undici aprile ci sarà l'ultimo atto della stagione. A
Nardò, contro la capolista che chiede il lasciapassare per la serie D, il
Manduria è chiamato a svolgere, con la consueta grande professionalità ed onestà, l'improboruolo dell'arbitro di un'intera stagione per i neretini. Appuntamento, allora, dopo la sosta pasquale al “
Giovanni Paolo II” di
Nardò .
Negro, Ancora (46' Amadu), Coccioli, Dilonardo, Potì, Cocciolo, De Nicola, Calò, Escobar (64' Troccoli), Rosciglione, Cimino (51' Manograssi).
Alemanno, Ferrara, Destratis, Ratta.
Amoruso, De Febbo, Iurlo, Lauriero, Calabrese, Martella, Nacho (46' Angelastri), Porro, Pietravalle, Aloisio, Anaclerio.
Giannuzzi, Soto, Maletik, Berisha.