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Nardò Calcio - Acd Massafra 0-2

07 settembre 2008
da Nardocalcio.com

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Al Nardò non bastano né la volontà, né l’orgoglio.
Il campionato dalla gestazione più tribolata del recente passato comincia con una secca sconfitta.
D’altronde, da quando i granata bazzicano in Eccellenza, il k.o. ai nastri di partenza è una triste consuetudine. L’unica eccezione, il 4-0 dello scorso anno con la Leonessa, ovviamente non può fare testo.
La sconfitta matura contro un Massafra non irresistibile, ma collaudato e quadrato, abile a sfruttare due incertezze difensive del Nardò. Una leggerezza di Citto che procura subito il rigore che indirizza il match, una errata applicazione del fuorigioco che lascia campo libero all’implacabile Montanaro, proprio quando la squadra di Lepore sembra dare segnali di crescita in termini di incisività offensiva dopo un primo tempo di preoccupante evanescenza.
Ovviamente sul 2-0 i tarantini si dedicano ancor più alla pura gestione del prezioso vantaggio e a quel punto il Nardò, che con l’ingresso di De Benedictis si getta a capofitto con grande forza di volontà alla ricerca di un disperato recupero, comincia ad impegnare con una certa continuità Leone. L’ex portiere del Nardò ai tempi della storica promozione in C/2 si oppone per due volte a Fontana, viene salvato dalla traversa su una invenzione di Volturno, in qualche altra circostanza i suoi compagni di reparto rimediano a qualche intervento un po’ goffo, ma poi si riscatta neutralizzando il rigore calciato malamente da De Benedictis.
Insomma si dovesse giudicare lo 0-2 finale per quanto il Nardò produce dal raddoppio di Montanaro in poi, la sconfitta sarebbe immeritata. Diventa invece ineccepibile se si analizza la prima ora di partita con un Massafra mai in affanno nel difendere l’iniziale vantaggio e rapido ad attaccare gli spazi nelle ripartenze orchestrate da Montecasino, che non trovano però quasi mai finalizzazione grazie soprattutto alla vera e propria museruola che un eccellente Esposito mette al centravanti giallorosso Montanaro, mentre sull’altro versante il Nardò dimostra molta approssimazione sul piano del gioco ed è costretto ad affidarsi a sporadiche sortite molto spesso destinate a spegnersi prima dell’ultimo passaggio.
Lepore rinuncia in partenza a De Benedictis per affidarsi ad un 4-3-3 la cui vocazione non è però offensiva ma mira prevalentemente a dare sostanza al centrocampo in fase di non possesso con l’arretramento a turno sugli esterni dei baby Fontana e Patera. Volturno funge da boa centrale, anche se spesso è costretto a sfiancarsi in un lavoro di sponda per l’inserimento dei compagni. Pettinicchio invece disegna un collaudato 4-4-2 che ha in Pascullo e Zaccaro due autentici mastini difensivi, in Montecasino la mente pensante della squadra e in Montanaro e Magno i terminali offensivi.
Alla prima sortita il Massafra passa.
Fascia sinistra granata travolta da una progressione avversaria e sul traversone Citto si aiuta con le mani su Magno. L’impressione è che il difensore granata sia soprattutto ingenuo, mentre il furbo Magno appena si sente toccato precipita a terra. Doronzo, dal canto suo, che non vuole dare l’impressione di arbitrare condizionato dall’assurda squalifica fatta comminare a Sisalli lo scorso anno, indica subito il dischetto. E’ il 6’ e Montanaro trasforma con un rasoterra che spiazza Bassi.
Lo svantaggio non scuote il Nardò dal suo torpore.
Occorre attendere il 20’ perché De Padova, appostato sul palo opposto, devii di testa un traversone di Patera.
Dopo una uscita sconclusionata di Leone (26’) senza conseguenze letali sul secondo angolo battuto dal Nardò, il Massafra si fa pericoloso per due volte.
Dapprima Buono rischia l’espulsione trattenendo per la maglia Montanaro lanciato a rete (28’), a causa di un fuorigioco applicato male (Doronzo stavolta è benevolo col difensore granata) poi è Esposito a murare la deviazione a botta sicura di Montanaro sul cross di De Virgilio.
Riesce a confezionare un paio di discrete sortite offensive il Nardò prima dell’intervallo: al 45’ Fontana disturbato da un difensore non trova il tempo per la battuta a rete, mentre al 49’, servito da De Padova, confeziona un diagonale che attraversa tutto lo specchio della porta per perdersi fuori.
Incoraggiante l’avvio di ripresa con Patera autore di due conclusione tra il 1’ e il 4’.
Ma è sufficiente un fuorigioco applicato male perché Montanaro metta già al 14’ una pietra tombale sulle speranze di recupero del Nardò.
Il preciso lancio in verticale è di Montecasino, Buono rincorre vanamente il centravanti massafrese, che chiama Bassi all’uscita e poi lo fulmina da distanza ravvicinata con un rasoterra incrociato.
Siglato il 2-0 la squadra di Pettinicchio accorcia ulteriormente le linee e stringe gli uomini con il chiaro intento di rendere ancor più munita e inaccessibile la propria metà campo.
Intanto sul fronte granata l’ingresso di De Benedictis offre un’arma in più nella disperata ricerca del gol della speranza.
Saltano gli schemi e con grande orgoglio gli uomini di Lepore organizzano una sorta di arrembaggio. Leone per due volte si oppone con interventi decisivi a conclusioni dalla media distanza di Fontana (17’ e 25’), che però talora esagera nella ricerca ad ogni costo della soluzione personale.
Al 27’ ci si mette pure la traversa ad opporsi ad una deliziosa pennellata di Volturno, una sorta di tiro-cross da posizione angolata.
L’ultimissima chance sfuma al 40’: portiere e difensore stringono in sandwich il nuovo entrato Maciullo. Doronzo indica il dischetto, ma De Benedictis rovina tutto con un tiraccio centrale.

A questo Nardò non mancano spirito di coraggio e forza di volontà. Sconfitta a parte l’obiettivo salvezza non è sogno o illusione, ma intanto la sconfitta è servita a capire che secondo una dura e consolidata tradizione per raggiungerla non si potrà contare per nulla sulla buona sorte.
E dunque sarebbe opportuno che il completamento dell’organico fosse portato a compimento in tempi brevi.

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