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Toma Maglie: Cezza: "Vogliamo salvarci"

05 febbraio 2008
Da: La Gazzetta
del Mezzogiorno

Prima i fischi dei tifosi, poi le pesanti parole del presidente Antonio Minafro, che li ha accusati di essersi comportati, in occasione del derby interno contro il Nardò, come delle «belle statuine» (vedi: I commenti dei protagonisti). Per gli atleti della Toma Maglie, insomma, quella appena trascorsa è stata una domenica ... bestiale.
«La delusione dei nostri supporter è comprensibile - sostiene il centrocampista Pierpaolo Cezza (foto:vivimaglie.it), il capitano della squadra, uno degli uomini più esperti a disposizione del trainer Pedro Pablo Pasculli - Così come capisco la delusione del presidente Minafro. Quando si perde fa sempre male. Se poi si subisce un ko del genere in una sfida di campanile, il rammarico è ancora maggiore. Posso garantire, però, che noi giocatori siamo altrettanto mortificati».
«La cosa che non mi sembra giusta è che si pensi che non ci siamo impegnati al massimo -prosegue Pierpaolo Cezza - Sono certo che ciascuno di noi abbia dato quello che poteva, senza mai tirarsi indietro. Anche se non è in lizza per i primissimi posti, quella neretina è una compagine costruita per puntare in alto, che può contare su elementi di assoluto valore per la categoria. Noi, purtroppo, abbiamo dei limiti».
«In rosa, ad esempio, ci manca una prima punta di ruolo e gli attaccanti che fanno parte dell’organico possono inventarsi delle caratteristiche che non hanno - prosegue il capitano della Toma Maglie - Una cosa, però, è certa, siamo tutti decisi a non mollare. Vogliamo salvarci».
Cezza punta quindi l’indice sull'arbitraggio.
«Non intendo discutere di punizioni o di rigori, ma dell’atteggiamento che il direttore di gara ha avuto nei nostri confronti - afferma il centrocampista giallorosso - Ci ha apostrofati ripetutamente in malo modo, trattandoci senza il minimo rispetto. Tutto ciò è inconcepile».
«Così come è stata assurda l’espulsione del nostro allenatore Pasculli, che ci ha privati di una guida - conclude Cezza - Ha ammonito mezza squadra del Maglie e solo un paio di uomini del Nardò».

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