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Nardò Calcio - Ostuni Sport 2-2

10 febbraio 2008
Nardò: Bassi, Malerba, Montefusco, Ricciato, Calabuig, Tartaglia, Millan, Sisalli, Nobile, Tenzone (93' Cillo), Lepore (85' Cotardo). A disp: Di Marco, Lenti, Speciale, Fontana, Zagaria.
Ostuni: Minno, De Cesare, Arenoso, Monaco, Zaccaro (67' Ciaramitaro), Trovato, Kreshpa, Zampillo, Maraschio, Puca, Golia (46' Miccoli). A disp: Minelli, Nobile, Di Giorgio, Abbrescia, Vantaggiato.

Da: Nardocalcio.com

Una beffa così assurda e atroce neanche la mente più perversa sarebbe stato in grado di immaginarla.
Due gol di vantaggio ad un minuto dal novantesimo non sono sufficienti al Nardò per tornare a vincere una gara vera in casa, neanche all’ottavo tentativo. E tutto ciò nella maniera più rocambolesca. Uno sbilenco e beffardo tocco di testa in mischia di Ricciato, sul terzo angolo battuto dall’Ostuni, che prende la direzione della porta granata e poi proprio all’esaurirsi dell’ultimo minuto di recupero il patatrac finale, con un concorso di reponsabilità tra Bassi e la terna arbitrale. Da una parte il portiere neretino che si dimostra oltremodo passivo su un pallone spiovente nell’area piccola, lanciato nel mucchio su calcio di punizione, e dall’altra arbitro e guardalinee che non ravvisano una evidente trattenuta per la maglia dello stesso Bassi, da parte degli smaliziati giocatori ostunesi. Per Kreshpa, lasciato completamente solo a qualche metro dal mucchio selvaggio, dopo qualche rimpallo, è un gioco da ragazzi infilare il pallone del 2-2.
Incredibile. E’ il pareggio più straziante che si ricordi al Comunale da decenni e decenni a questa parte. Un suicidio, l’ennesimo di una stagione maledetta, che praticamente taglia definitivamente fuori il Nardò da qualsiasi speranza di reinserirsi nella corsa per un posto nei play-off.
Eppure fino a quei cinque drammatici minuti finali, il Nardò sembrava aver posto tutte le premesse necessarie per archiviare quella vittoria preventivata alla vigilia e con essa un’altra tranquilla domenica di speranza, dopo l’exploit di Maglie: il ritorno al gol di bomber Nobile, in una partita vera, dopo sette domeniche di digiuno; una squadra più compatta nelle retrovie; una manovra divertente ed efficace, sia pure ancora troppo a sprazzi, che aveva raggiunto il top proprio nei minuti immediatamente antecedenti l’harakiri finale, allorché Nobile per ben due volte non aveva sfruttato i palloni d’oro servitigli da Tenzone e Sisalli per mettere a segno il gol del 3-0.
E invece eccoci qui a commentare una occasione unica gettata al vento. Perché il Nardò, con una vittoria che aveva praticamente già in pugno, avrebbe potuto scalare due posizioni in classifica, conservare distanze ragionevoli dal quinto posto e coltivare la pallida speranza di una svolta definitiva, in vista del doppio turno interno che farà seguito alla trasferta di Locorotondo.
Ma pur dovendo registrare ancora una volta episodi davvero incredibili e una direzione arbitrale, che alla fine ha danneggiato il Nardò, pare davvero difficile addossare in toto a casualità, sviste arbitrali o sfortuna otto partite consecutive in casa senza lo straccio di un successo, ora anche con le squadre di media levatura di questo torneo come l’Ostuni.
Senza dimenticare che big che hanno lasciato imbattuto lo stadio neretino non è che poi abbiano fatto sfraceli in seguito in trasferta. Basti pensare al k.o. odierno del Corato a Mesagne o alla marcia in trasferta del Bisceglie, che dopo il 4-4 di Nardò, ha puntualmente perso ogni volta, fino al colpo odierno in quel di Altamura.
Tornando alla partita contro l’Ostuni, v’è da dire che il Nardò, prima dell’imprevedibile finale, aveva ampiamente meritato la vittoria pur senza strafare.
Dopo una discreta partenza (clamoroso l’errore di mira di Lepore, ad un metro dalla porta all’11’ su un delizioso lancio smarcante di Tenzone), il gol del vantaggio era giunto al 20’. Lancio immediato di Tartaglia per Nobile che superato in velocità Zaccaro, rimediava ad un primo tiro sbucciato a porta sguarnita, decentrandosi a sinistra e battendo quindi Minno con un angolatissimo esterno destro.
Poi la squadra di Toma si era limitata un po’ troppo a gestire il vantaggio, lasciando l’iniziativa ad un Ostuni diligente e rapido nella manovra ma completamente inoffensivo.
Una clamorosa topica dell’arbitro bergamasco interrompeva sul più bello un’azione di Sisalli, potenzialmente devastante per gli avversari. Tra l’incredulità generale Parambelli non concedeva il vantaggio, fermando il granata che stava per involarsi senza ostacoli dalla trequarti, e ammoniva Arenoso autore di un brutto fallo su Nobile.
L’unica vera occasione ospite capitava a Puca al 37’, che da buona posizione calciava centralmente.
Poi Bassi (47’) anticipava De Cesare, smanacciando in angolo, una punizione calciata lateralmente da Monaco.
Le difficoltà nell’imporre il gioco derivavano anche da un assetto inedito (4-2-3-1) con Lepore a disagio nell’inedito ruolo di trequartista di destra. Non sarebbe stato più logico schierare il terzo under in porta (l’ostracismo nei confronti di Di Marco appare incomprensibile) e Cillo nella batteria dei trequartisti?
Anche nella ripresa la gara era andata avanti con lo stesso canovaccio. Maggiore possesso palla, ma completamente improduttivo dell’Ostuni, e maggiore qualità tecnica nelle giocate del Nardò, soprattutto di Sisalli, autore di un paio di irresistibili accelerazioni sulla sinistra e di velenosi palloni messi in mezzo, ma intercettati in extremis dai difensori ostunesi.
Nel complesso però al Nardò era mancata profondità di manovra e forza d’urto nell’azione offensiva.
Il 2-0 che sembrava archiviare la gara era giunto al 37’ con un assist in profondità di Nobile per Tenzone, che appena dentro l’area controllava e prendeva la mira senza lasciare scampo al portiere avversario.
Il raddoppio galvanizzava i granata che giocavano in scioltezza sfiorando il terzo gol.
Al 40’ Sisalli innescava Tenzone, cross immediato per Nobile che mancava di un soffio la deviazione.
Due minuti dopo la combinazione si sviluppava sull’asse Millan-Sisalli, sul cross di quest’ultimo Nobile angolava debolmente di testa.
Quindi l’imponderabile descritto in apertura e le mille recriminazioni per l’ennesima beffa di una stagione che si sperava potesse lentamente raddrizzarsi.

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