A cura di: Giuseppe MesseLa Gazzetta del Mezzogiorno
Il dibattito politico catalizza l’attenzione dei cittadini mesagnesi in relazione al campo sportivo.
«Mi meraviglio che il commissario prefettizio non abbia tempo per incontrare la città - afferma Franco Prettico (FI) -. Devo dire anche che la gestione ed il metodo utilizzato complessivamente dal commissario prefettizio lasciano molti dubbi, non solo tra gli sportivi ma nell’intera opinione pubblica mesagnese. Un incontro sarebbe servito a pacificare gli sportivi. Il tempo della politica e dello sport non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda e c'è bisogno di interventi tempestivi per sanare una situazione che è diventata ridicola. La commissaria garantisca gli allenamenti e ripristini subito lo stadio. Infine è stata una sorpresa la presenza di tanta polizia che a Mesagne non vedevo da anni. Eppure la manifestazione era molto pacifica. Evidentemente le forze dell’ordine erano state sollecitate. Ci dispiace».
Giancarlo Canuto (Sinistra Arcobaleno) afferma: “Siamo di fronte a due elementi insopportabili: il primo che un’opera terminata solo venti giorni fa, mostra già tutti i suoi limiti; secondo che chi ha la responsabilità del governo della città deve dire quanto è stato fatto e spiegare le ragioni per ciò che è avvenuto. Di fronte a quanto è avvenuto, si deve dire cosa si sta facendo e quali sono i tempi perché pubblica amministrazione e sport non vanno di pari passo. Quando la gente chiede e non trova un interlocutore, questo è ancora più grave di quello che è avvenuto. E’ giusto che la gente manifesti e la protesta è forte perché si attendono risposte che non sono state date».
Infine, sulla vicenda interviene Cosimo Dimonte (Lista Incalza), ex assessore ai Lavori Pubblici: «Non c'è stato rispetto verso questa gente che martedì ha manifestato democraticamente e civilmente. Mesagne è governata da un commissario e due sub commissari prefettizi che non hanno trovato il tempo per incontrare i cittadini che stanno governando. È grave che nessuno si sia presentato a questo appuntamento. Il presidente della società di calcio e i tifosi hanno solo chiesto un incontro che è stato rifiutato. Sappiamo che le pratiche burocratiche hanno i loro tempi che non sono quelli dello sport. La squadra e i cittadini chiedono il campo per allenarsi e terminare il campionato. Questa vicenda sta ridicolizzando l’intera città».
«Mi meraviglio che il commissario prefettizio non abbia tempo per incontrare la città - afferma Franco Prettico (FI) -. Devo dire anche che la gestione ed il metodo utilizzato complessivamente dal commissario prefettizio lasciano molti dubbi, non solo tra gli sportivi ma nell’intera opinione pubblica mesagnese. Un incontro sarebbe servito a pacificare gli sportivi. Il tempo della politica e dello sport non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda e c'è bisogno di interventi tempestivi per sanare una situazione che è diventata ridicola. La commissaria garantisca gli allenamenti e ripristini subito lo stadio. Infine è stata una sorpresa la presenza di tanta polizia che a Mesagne non vedevo da anni. Eppure la manifestazione era molto pacifica. Evidentemente le forze dell’ordine erano state sollecitate. Ci dispiace».
Giancarlo Canuto (Sinistra Arcobaleno) afferma: “Siamo di fronte a due elementi insopportabili: il primo che un’opera terminata solo venti giorni fa, mostra già tutti i suoi limiti; secondo che chi ha la responsabilità del governo della città deve dire quanto è stato fatto e spiegare le ragioni per ciò che è avvenuto. Di fronte a quanto è avvenuto, si deve dire cosa si sta facendo e quali sono i tempi perché pubblica amministrazione e sport non vanno di pari passo. Quando la gente chiede e non trova un interlocutore, questo è ancora più grave di quello che è avvenuto. E’ giusto che la gente manifesti e la protesta è forte perché si attendono risposte che non sono state date».
Infine, sulla vicenda interviene Cosimo Dimonte (Lista Incalza), ex assessore ai Lavori Pubblici: «Non c'è stato rispetto verso questa gente che martedì ha manifestato democraticamente e civilmente. Mesagne è governata da un commissario e due sub commissari prefettizi che non hanno trovato il tempo per incontrare i cittadini che stanno governando. È grave che nessuno si sia presentato a questo appuntamento. Il presidente della società di calcio e i tifosi hanno solo chiesto un incontro che è stato rifiutato. Sappiamo che le pratiche burocratiche hanno i loro tempi che non sono quelli dello sport. La squadra e i cittadini chiedono il campo per allenarsi e terminare il campionato. Questa vicenda sta ridicolizzando l’intera città».
LE DICHIARAZIONI DI TODISCO DOPO L'INCONTRO IN COMUNE
Fumata nera. Anzi nerissima.L’incontro tenuto ieri mattina al Palazzo di città tra la commissaria prefettizia dott. Erminia Pasqua Cicoria e i massimi dirigenti della società di calcio non ha sortito gli effetti sperati dagli sportivi. Il Mesagne non potrà allenarsi sul terreno in erba sintetica del nuovo stadio e dovrà tornare sul campo in terra battuta di via dei Sasso dividendosi gli spazi con le formazioni giovanili. Per riaprire lo stadio di contrada Tagliata bisognerà avere pazienza. Per quanto tempo ancora, non è dato sapere. La commissaria ha assicurato che tutto sarà fatto con la massima celerità. Fare previsioni è impossibile: rischieremmo di essere smentiti. Si sa come vanno queste cose.
Al termine dell’incontro il presidente del sodalizio mesagnese, Vincenzo Todisco (foto: asdmesagne.com), che era accompagnato dal general manager Vincenzo Dell’Atti, era sfiduciato.
Si è stretto nelle spalle: «Traghetto la squadra sino al termine della stagione e poi scappo via», ha detto appena fuori dal Municipio. «In questa città - ha poi aggiunto il patron - è impossibile fare sport: ho l’impressione che come società siamo invisi a qualcuno. Questa volta lascio davvero
perché non sono più disponibile a sobbarcarmi spese e impegni economici per questa città. La società è in vendita e sono pronto a passare la mano anche oggi. Questa volta non scherzo».
Vincenzo Todisco non vuole dirlo. Meglio evitare noie.
Si è stretto nelle spalle: «Traghetto la squadra sino al termine della stagione e poi scappo via», ha detto appena fuori dal Municipio. «In questa città - ha poi aggiunto il patron - è impossibile fare sport: ho l’impressione che come società siamo invisi a qualcuno. Questa volta lascio davvero
perché non sono più disponibile a sobbarcarmi spese e impegni economici per questa città. La società è in vendita e sono pronto a passare la mano anche oggi. Questa volta non scherzo».
Vincenzo Todisco non vuole dirlo. Meglio evitare noie.
Un suo stretto collaboratore ci confida: «Ho saputo che ha incontrato la commissaria alla presenza di un notevole numero di agenti della polizia e dei Carabinieri. Non è stato bello perché sembrava che fosse sotto interrogatorio».
Ma anche gli sportivi, e gli stessi politici che l’altro ieri erano presenti alla manifestazione organizzata, non hanno gradito la massiccia presenza di tanta polizia. E ieri è giunta pure una telefonata dalla Federcalcio pugliese: «Non potete giocare a Francavilla Fontana la partita con il Corato: la sede non è gradita alla squadra ospite».
Eppure allo stadio «Giovanni Paolo II» il Mesagne ha giocato in campo neutro altre partite di campionato.
Ma anche gli sportivi, e gli stessi politici che l’altro ieri erano presenti alla manifestazione organizzata, non hanno gradito la massiccia presenza di tanta polizia. E ieri è giunta pure una telefonata dalla Federcalcio pugliese: «Non potete giocare a Francavilla Fontana la partita con il Corato: la sede non è gradita alla squadra ospite».
Eppure allo stadio «Giovanni Paolo II» il Mesagne ha giocato in campo neutro altre partite di campionato.
«Prima ci dicono che Francavilla va bene. Ora che i manifesti sono affissi in città, ci dicono che bisogna cambiare e ci danno per alternativa Latiano che qualche mese addietro non andava bene. Chi ci capisce qualcosa è bravo», conclude il massimo dirigente del sodalizio mesagnese.
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