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Nardo' Calcio - Lucera: Le interviste di fine gara

12 ottobre 2009
di MICHELE CLIMACO
A mitigare la delusione di Alessandro Longo vi sono i sinceri complimenti del collega lucerino Zito (nella foto a sinistra).
“Il Lucera - afferma il tecnico biancoazzurro - ha finora affrontato, Terlizzi a parte, tutte le big di questo campionato di Eccellenza. Ebbene il Nardò è la squadra che mi ha più impressionato. Non mi vergogno a dire che oggi siamo stati fortunati ad evitare la sconfitta. Il Nardò può contare su un livello di organizzazione tattica che non ha eguali nelle altre compagini di questo campionato. Si vede bene che il gioco dei granata risponde a idee e concetti tattici ben precisi. Sono davvero un ammiratore del modo di lavorare del mio collega granata”.
“Il Lucera - prosegue Zito - ha comunque interpretato la sua gara come doveva davanti ad un avversario così forte e in un ambiente così particolare. I miei ragazzi hanno utilizzato le armi a loro disposizione: volontà, concentrazione, cattiveria agonistica. Non eravamo così stupidi da pensare di venire qui a dettare legge e così ho chiesto ai miei attaccanti di interpretare la gara in maniera diversa rispetto al solito, di arretrare a dar manforte al centrocampo in fase di non possesso”.

Lusingato dagli apprezzamenti di Zito, Alessandro Longo (nella foto a sinistra) cerca di nascondere l’arrabbiatura per il secondo mezzo passo falso casalingo in quindici giorni.
“E’ davvero difficile commentare una partita che avremmo ampiamente meritato di vincere. E’ evidente che i tre punti ci sono sfuggiti solo per una questione di sfortuna. Sarebbe bastato un pizzico di precisione e freddezza in più sotto porta. Rigore a parte, in alcune occasioni siamo stati così sfortunati da fallire più opportunità nella stessa azione. Certo, se siamo arrivati poco lucidi al tiro è merito anche di un avversario che ci ha impegnato a fondo, ci ha messo pressione”.
Il tecnico granata spiega poi la rinuncia iniziale ad Irace.
“L’argentino dopo l’arrivo del transfer ha fatto gli straordinari e aveva bisogno di rifiatare. Giovedì scorso a Massafra lo avevo visto affaticato, mentre Ruggiero aveva offerto una prestazione di gran lunga migliore dal punto di vista fisico, della voglia e della velocità. E quindi era giusto utilizzarlo e mi pare che il campo abbia confermato questo suo stato di forma”.

Anche il presidente Enzo Russo (nella foto a sinistra) mastica amaro.
“Potevamo allungare in testa e affrontare con maggiore tranquillità i prossimi impegni, ma ritengo che la squadra non abbia demeritato. Abbiamo fallito un bel numero di occasioni, Bassi non è mai stato impegnato, insomma un nostro successo sarebbe rientrato nelle logica delle cose. Purtroppo la sfortuna continua a perseguitarci, come in occasione del rigore. Montaldi si è fatto prendere dalla tensione. Ci voleva più freddezza e un tiro più forte, anche se il loro portiere si è mosso abbondantemente in anticipo, avanzando di qualche metro”.
La designazione di un arbitro bresciano non ha convinto il massimo dirigente neretino.
“Sinceramente non la comprendo, ritengo che in Puglia abbiamo arbitri migliori. Ad un certo punto ho temuto che il signor Mantelli perdesse di mano il controllo della partita. Sicuramente una prova non esaltante la sua e peraltro mi pare che ci abbia danneggiato con ammonizioni affrettate di cui pagheremo ora le conseguenze”.
La nota lieta di una domenica amara è l’ennesima grande affluenza di pubblico. Tanta gente al “Comunale” non si vedeva ormai dai tempi del lungo inseguimento alla C/2 degli anni ’90.
“La presenza così massiccia di pubblico è ormai una gradevole costante fin dall’inizio di questo campionato. Ed è un dato importante perché rappresenta un forte incoraggiamento per i nostri calciatori e anche un forte stimolo per la nostra società che intende ricambiare tanto calore ed interesse non tralasciando nulla - conclude il presidente Russo - perché il Nardò possa almeno tornare in un campionato nazionale degno del suo blasone, come quello di serie D”.

(Nardocalcio.com)

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