02 novembre 2008
di Michele Climaco
FOTO Nardocalcio.it
FOTO Nardocalcio.com
Dopo quaranticinque minuti di attacchi infruttuosi ne bastano otto al Nardò, in avvio di ripresa, per cedere al Putignano il mortificante ruolo di fanalino di coda del torneo. Il passaggio di consegne del tenebroso testimone, ampiamente preventivato alla vigilia anche in virtù della galoppante crisi societaria della società barese, assume un significato che va ben oltre il valore simbolico. Rappresenta infatti il compimento di un brevissimo ma redditizio primo tratto del lungo sentiero verso la salvezza, intrapreso il 12 ottobre scorso con l’avvento sulla panchina granata di Alessandro Longo. Ora il Nardò, larga vittoria di oggi a parte, è una squadra che può guardare con maggiore ottimismo al futuro per una serie di motivi. Per una classifica che non è certo rassicurante ma neanche disperata come venti giorni addietro; per il prolungarsi di una serie positiva (5 giornate) che neanche lo squadrone di Sgobba era riuscito a collezionare lo scorso anno; per la prospettiva ovviamente lontanissima ma ora ben più realistica di poter centrare l’obiettivo stagionale di una salvezza che non passi dal tortuoso labirinto dei play-out. Ma soprattutto perché di partita in partita si affina sempre più quel lavoro di assemblaggio dei singoli in un collettivo fondato su un progetto tattico che naturalmente risente ancora dell’assenza di una vera prima punta in organico.
L’iniziale forfait di Patera, reduce da una settimana trascorsa praticamente senza allenarsi, costringe Longo a schierare Striano nel ruolo di centravanti di manovra. Nel 4-3-3 granata si registra il recupero di Tartaglia a centrocampo (il capitano giostra sul settore di centrosinistra) e la riconferma obbligata del baby Ingrosso, reduce dall’incoraggiante esordio di Brindisi, al posto dello squalificato De Padova (ancora out Montefrancesco e Lepore). Il quartetto difensivo è lo stesso che ha garantito solidità e affidabilità alla squadra praticamente fin dall’inizio della serie positiva. Il Putignano scende in campo in formazione rimaneggiata e con soli sedici uomini in distinta per le conseguenze della crisi societaria esplosa alla vigilia della partita con il Casarano.
Fin dalle prime battute appare chiara la chiave di lettura dell’incontro con il Nardò a caccia della combinazione giusta per far saltare la blindatissima retroguardia putignanese. Ci riuscirebbe già all’8’ con Buono che ribadisce in rete una respinta del portiere su un tentativo ravvicinato di Citto, ma la deviazione vincente è resa inutile da uno sbandieramento del guardalinee (l’azione è viziata da una precedente fuoriuscita del pallone dal rettangolo di gioco). Considerato il contesto la gara non può che rivelarsi da subito se non bruttina, insipida. Il Nardò peraltro solo a tratti riesce ad imprimere la giusta aggressività e il necessario ritmo ai suoi assalti.
Il Putignano, dal canto suo, raramente supera la metà campo e il monologo granata spesso va a sbattere contro l’ordinato ed efficace muro avversario.
Il più ispirato negli assalti è Elia, che spesso eccede nei dribbling e consente il recupero agli avversari. Ci prova già al 1’ da fuori area, ma trova la respinta con i pugni del portiere; al 23’ pennella un tiro-cross che termina a fil di palo e sul quale De Benedictis manca di un soffio la deviazione sottomisura; è imperiosa e travolgente infine la cavalcata che lo vede protagonista al 26’: parte dalla 3/4, percorre circa cinquanta metri palla al piede superando in progressione almeno tre avversari, poi scaglia una bordata dal limite che sorvola la traversa.
E mentre De Benedictis fatica ad entrare in partita, non sono certo supportate dalla buona sorte le sortite offensive di Buono, che sugli sviluppi del quinto angolo di giornata, nell’affollatissima area rossoblù trova lo spazio per girare in rete un pallone che finisce sulla parte alta della traversa.
Due invece le occasionissime capitate a Striano, che prima (27’) incespica sul pallone mentre si sta involando solitario verso la porta avversaria e poi (39’) con una spettacolare rovesciata volante, su invito di Tartaglia, coglie in pieno la traversa.
In avvio di ripresa Longo rimodella l’assetto della prima linea. Il tecnico granata passa ad uno schieramento con due punte centrali con Patera che affianca Striano, con Elia e De Benedictis ai lati. La resistenza passiva del Putignano ha ormai i secondi contati e infatti preso il primo gol i baresi cedono di schianto.
Lo 0-0 si schioda dopo appena due minuti: invito in profondità di Tartaglia per Patera, intercetta alla meglio un difensore, ma Elia è lì pronto ad avventarsi sulla sfera e a scagliare un sinistro che non lascia scampo a Leuzzi.
Bastano quattro minuti perché il Nardò conceda il bis. Striano raccoglie un pallone al limite dell’area, evita due avversari con un palleggio in spazi ristretti e poi insacca con un preciso destro a fil di palo (foto: nardocalcio.it).
All’8’ c’è gloria per De Benedictis che, complice l’intervento a vuoto di Palmisano, raccoglie un’apertura di Polo, converge verso il centro e con un rasoterra angolato sigla il tris.
Non è proprio domenica per Buono che al 18’ si vede annullato un altro gol per fuorigioco sugli sviluppi dell’11’ angolo di giornata.
Una papera di Leuzzi, che non trattiene una conclusione non irresistibile di De Benedictis, viene infine sfruttata con grande opportunismo da Striano al 22’ che appoggia di testa in rete la palla del definitivo 4-0. Quindi il Nardò molla la presa ed è accademia fino al 90’. C’è spazio per l’esordio stagionale di Di Marco, mentre Longo calibra le sostituzioni per evitare inutili rischi ai diffidati.
NARDO’ CALCIO
Bassi (Di Marco 26’ s.t.), Mastria, Buono, Polo, Citto (Montefusco 21’ s.t.), Esposito, Elia, Ingrosso (Patera 1’ s.t.), Striano, Tartaglia, De Benedictis. A disp: Quarta, Scigliuzzo, De Mitri, Volturno. All. Longo.
ASD PUTIGNANO
Leuzzi, Sorresso (Giannandrea 13’ s.t.), Gentile, Bellantuono (Luca 37’ s.t.), Precentese, Palmisano, Genco, Pace, Parafò (Pulieri 26’ s.t.), Luceri, Vittorione. A disp: Lacandela, Lavarra.
di Michele Climaco

FOTO Nardocalcio.it
FOTO Nardocalcio.com
Dopo quaranticinque minuti di attacchi infruttuosi ne bastano otto al Nardò, in avvio di ripresa, per cedere al Putignano il mortificante ruolo di fanalino di coda del torneo. Il passaggio di consegne del tenebroso testimone, ampiamente preventivato alla vigilia anche in virtù della galoppante crisi societaria della società barese, assume un significato che va ben oltre il valore simbolico. Rappresenta infatti il compimento di un brevissimo ma redditizio primo tratto del lungo sentiero verso la salvezza, intrapreso il 12 ottobre scorso con l’avvento sulla panchina granata di Alessandro Longo. Ora il Nardò, larga vittoria di oggi a parte, è una squadra che può guardare con maggiore ottimismo al futuro per una serie di motivi. Per una classifica che non è certo rassicurante ma neanche disperata come venti giorni addietro; per il prolungarsi di una serie positiva (5 giornate) che neanche lo squadrone di Sgobba era riuscito a collezionare lo scorso anno; per la prospettiva ovviamente lontanissima ma ora ben più realistica di poter centrare l’obiettivo stagionale di una salvezza che non passi dal tortuoso labirinto dei play-out. Ma soprattutto perché di partita in partita si affina sempre più quel lavoro di assemblaggio dei singoli in un collettivo fondato su un progetto tattico che naturalmente risente ancora dell’assenza di una vera prima punta in organico.
L’iniziale forfait di Patera, reduce da una settimana trascorsa praticamente senza allenarsi, costringe Longo a schierare Striano nel ruolo di centravanti di manovra. Nel 4-3-3 granata si registra il recupero di Tartaglia a centrocampo (il capitano giostra sul settore di centrosinistra) e la riconferma obbligata del baby Ingrosso, reduce dall’incoraggiante esordio di Brindisi, al posto dello squalificato De Padova (ancora out Montefrancesco e Lepore). Il quartetto difensivo è lo stesso che ha garantito solidità e affidabilità alla squadra praticamente fin dall’inizio della serie positiva. Il Putignano scende in campo in formazione rimaneggiata e con soli sedici uomini in distinta per le conseguenze della crisi societaria esplosa alla vigilia della partita con il Casarano.
Fin dalle prime battute appare chiara la chiave di lettura dell’incontro con il Nardò a caccia della combinazione giusta per far saltare la blindatissima retroguardia putignanese. Ci riuscirebbe già all’8’ con Buono che ribadisce in rete una respinta del portiere su un tentativo ravvicinato di Citto, ma la deviazione vincente è resa inutile da uno sbandieramento del guardalinee (l’azione è viziata da una precedente fuoriuscita del pallone dal rettangolo di gioco). Considerato il contesto la gara non può che rivelarsi da subito se non bruttina, insipida. Il Nardò peraltro solo a tratti riesce ad imprimere la giusta aggressività e il necessario ritmo ai suoi assalti.
Il Putignano, dal canto suo, raramente supera la metà campo e il monologo granata spesso va a sbattere contro l’ordinato ed efficace muro avversario.
Il più ispirato negli assalti è Elia, che spesso eccede nei dribbling e consente il recupero agli avversari. Ci prova già al 1’ da fuori area, ma trova la respinta con i pugni del portiere; al 23’ pennella un tiro-cross che termina a fil di palo e sul quale De Benedictis manca di un soffio la deviazione sottomisura; è imperiosa e travolgente infine la cavalcata che lo vede protagonista al 26’: parte dalla 3/4, percorre circa cinquanta metri palla al piede superando in progressione almeno tre avversari, poi scaglia una bordata dal limite che sorvola la traversa.
E mentre De Benedictis fatica ad entrare in partita, non sono certo supportate dalla buona sorte le sortite offensive di Buono, che sugli sviluppi del quinto angolo di giornata, nell’affollatissima area rossoblù trova lo spazio per girare in rete un pallone che finisce sulla parte alta della traversa.
Due invece le occasionissime capitate a Striano, che prima (27’) incespica sul pallone mentre si sta involando solitario verso la porta avversaria e poi (39’) con una spettacolare rovesciata volante, su invito di Tartaglia, coglie in pieno la traversa.
In avvio di ripresa Longo rimodella l’assetto della prima linea. Il tecnico granata passa ad uno schieramento con due punte centrali con Patera che affianca Striano, con Elia e De Benedictis ai lati. La resistenza passiva del Putignano ha ormai i secondi contati e infatti preso il primo gol i baresi cedono di schianto.
Lo 0-0 si schioda dopo appena due minuti: invito in profondità di Tartaglia per Patera, intercetta alla meglio un difensore, ma Elia è lì pronto ad avventarsi sulla sfera e a scagliare un sinistro che non lascia scampo a Leuzzi.
Bastano quattro minuti perché il Nardò conceda il bis. Striano raccoglie un pallone al limite dell’area, evita due avversari con un palleggio in spazi ristretti e poi insacca con un preciso destro a fil di palo (foto: nardocalcio.it).
All’8’ c’è gloria per De Benedictis che, complice l’intervento a vuoto di Palmisano, raccoglie un’apertura di Polo, converge verso il centro e con un rasoterra angolato sigla il tris.
Non è proprio domenica per Buono che al 18’ si vede annullato un altro gol per fuorigioco sugli sviluppi dell’11’ angolo di giornata.
Una papera di Leuzzi, che non trattiene una conclusione non irresistibile di De Benedictis, viene infine sfruttata con grande opportunismo da Striano al 22’ che appoggia di testa in rete la palla del definitivo 4-0. Quindi il Nardò molla la presa ed è accademia fino al 90’. C’è spazio per l’esordio stagionale di Di Marco, mentre Longo calibra le sostituzioni per evitare inutili rischi ai diffidati.
NARDO’ CALCIO
Bassi (Di Marco 26’ s.t.), Mastria, Buono, Polo, Citto (Montefusco 21’ s.t.), Esposito, Elia, Ingrosso (Patera 1’ s.t.), Striano, Tartaglia, De Benedictis. A disp: Quarta, Scigliuzzo, De Mitri, Volturno. All. Longo.
ASD PUTIGNANO
Leuzzi, Sorresso (Giannandrea 13’ s.t.), Gentile, Bellantuono (Luca 37’ s.t.), Precentese, Palmisano, Genco, Pace, Parafò (Pulieri 26’ s.t.), Luceri, Vittorione. A disp: Lacandela, Lavarra.
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