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V. Casarano: Primarie in curva

10 dicembre 2007

A cura di: Oronzo Russo
La Gazzetta del Mezzogiorno


Le «primarie»? Non sono più soltanto appannaggio della politica.
A Casarano vogliono farle anche i tifosi per capire chi deve gestire la curva.
A lanciare la formula-primarie, con un volantino, è il gruppo «XXXI Maggio», che sottolinea di avere un solo obiettivo: l’«unità».
Questi tifosi lamentano che in curva da un anno si assiste «a litigi e incomprensioni, spesso sfociati in risse tra i vari gruppi ultras; manca tra i vari gruppi il principio basilare della convivenza, ossia il rispetto reciproco».
In più, sostengono che in curva spesso albergano «settori non inerenti il tifo, come la politica».
Da qui l’idea di accordarsi per «le primarie del tifo per la scelta del gruppo ultras più idoneo a gestire la curva nord. Un modo democratico e partecipato - rimarcano i promotori - che consenta a chi ha a cuore le sorti della Virtus e del suo tifo di votare il gruppo che indicherà le modalità più efficienti per ridare alla curva quella dignità che è da tempo assente».
L'obiettivo è quello di creare un coordinamento composto per la maggioranza «da rappresentanti del gruppo risultato vincente e, in modo proporzionale al consenso ricevuto, anche dai rappresentanti degli altri movimenti».
Tutto questo con l’intento di «ridare vitalità ad una curva apparsa spesso morente, in cui personalismi ed uscite scellerate ne stanno, purtroppo, accelerando l’agonia».
Insomma, i tifosi propongono un metodo democratico. Forse anche sulla scia di quel progetto fortemente voluto da Paride De Masi, che si batte per dare allo
sport una valenza sociale.
E il «patron» del Casarano sta ottenendo importanti risultati , se è vero che dalle contestazioni e multe di un tempo ora si è passati al fair play e alla solidarietà. Non a caso l’ingresso allo stadio è rappresentanto da un’offerta che i tifosi fanno per dare «vita alla vita» della Fondazione Paola e Daniela Bastianutti, fortemente impegnata sul fronte dell’infanzia svantaggiata.
E ancora le manifestazioni di grande solidarietà dei tifosi come la raccolta del sangue, i giocattoli ai bambini poveri distribuiti alla vigilia di Natale, interventi nel mondo dell’handicap, ricordi commoventi di supporters scomparsi, per arrivare al «contratto d’onore» con l’attuale società, pietra miliare sulla via della crescita.
Nessuno credeva potesse accadere.
L’accettazione del progetto ha dipinto il pianeta rossoblù con tinte che vanno al di là della pura passione sportiva.
E ora un’altra iniziativa dei tifosi, addirittura degli ultras, che mira a portare serenità e unità in curva.
Ce la farà il gruppo «XXXI Maggio» a farsi ascoltare?

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