di GIUSEPPE MARTELLA+PP.jpg)
«Qualunque accoglienza dovessi ricevere, rimarrà sempre il mio attaccamento alla città e ai colori granata».
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«Qualunque accoglienza dovessi ricevere, rimarrà sempre il mio attaccamento alla città e ai colori granata».
Sarà domenica di amarcord, la prossima, per Salvatore Ciullo (nella foto) bandiera del calcio taurisanese e attuale allenatore del Tricase.
Un derby nel derby per il tecnico salentino, che tra l’altro vive a Taurisano con la famiglia. «Un’emozione senz’altro unica tornare nell’impianto di via Salvo D’Acquisto – continua – dove ho vissuto i momenti più intensi della mia carriera di calciatore e allenatore».
L’ex bomber ricorda ancora quella compagine che un decennio addietro attraversò tutta l’Italia per giocare a Moncalieri la finale di Coppa Italia e conquistarsi un posto storico nella serie D. «Emozioni irripetibili e che restano impresse nella memoria e nel cuore - dice ancora Ciullo – anche in chi, come il sottoscritto, ha avuto la fortuna di calpestare scenari più importanti. Lottare e vincere con i colori del proprio paese ha un altro sapore».
I ricordi vanno oltre: «La squadra era formata da uomini veri, il tifo speciale e la società formata da gente per bene. Come non ricordare Romeo Ancora, il compianto Gigi Perrotta, Giuseppe Maglie. La speranza è che l’attuale dirigenza, che già sta facendo bene, possa emulare le loro imprese».
Ciullo non sa come il tifo di casa Toro lo accoglierà. Nel 2004, quando l’attuale allenatore dei rossoblù era alla guida del Locorotondo, non furono baci e abbracci: «Tutta colpa di un mio rifiuto a sedere sulla panchina del Taurisano a inizio stagione. Per me è acqua passata, il legame con la città e i colori granata vengono prima di ogni altra cosa».
L’ex bomber ricorda ancora quella compagine che un decennio addietro attraversò tutta l’Italia per giocare a Moncalieri la finale di Coppa Italia e conquistarsi un posto storico nella serie D. «Emozioni irripetibili e che restano impresse nella memoria e nel cuore - dice ancora Ciullo – anche in chi, come il sottoscritto, ha avuto la fortuna di calpestare scenari più importanti. Lottare e vincere con i colori del proprio paese ha un altro sapore».
I ricordi vanno oltre: «La squadra era formata da uomini veri, il tifo speciale e la società formata da gente per bene. Come non ricordare Romeo Ancora, il compianto Gigi Perrotta, Giuseppe Maglie. La speranza è che l’attuale dirigenza, che già sta facendo bene, possa emulare le loro imprese».
Ciullo non sa come il tifo di casa Toro lo accoglierà. Nel 2004, quando l’attuale allenatore dei rossoblù era alla guida del Locorotondo, non furono baci e abbracci: «Tutta colpa di un mio rifiuto a sedere sulla panchina del Taurisano a inizio stagione. Per me è acqua passata, il legame con la città e i colori granata vengono prima di ogni altra cosa».
(G.d.M.)
1 commento:
TUTTA COLPA DELLA TUA ESULTANZA AL GOAL DEL LOCO MISTER! NON CAMBIARE LE CARTE IN TAVOLA! E NON DIMENTICARE LE TUE DICHIARAZIONI ALLA PARTITA DI RITORNO(E NON QUELLE FATTE ALLA STAMPA!)
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