
Taurisano: Favonio pronto a lasciare, ma la squadra dice di no
24 febbraio 2010
(G.d.M.)
Nessun allenamento di inizio settimana ieri per Felice Foglia e compagni, ma soltanto un lungo faccia a faccia negli spogliatoi tra calciatori, tecnici e dirigenti (presenti il diggì Rocco Maggio e Antonio Berlingeli).
Un confronto schietto e senza peli sulla lingua, durato oltre un paio di ore.
E alla fine tutti i giocatori hanno rinsaldato un patto di ferro.
«Dobbiamo fare seguire i fatti alle parole – il commento del capitano granata, Alessandro De Nuzzo – non abbiamo più scusanti. In queste sei partite rimaste dobbiamo dare tutto quanto è nelle nostre possibilità per la maglia che indossiamo, la società e il nostro allenatore».
Ancora deluso dalla prova opaca di domenica scorsa contro la Fortis Trani, il tecnico del Taurisano ha ribadito anche ieri e in modo schietto quanto già sottolineato a fine partita.
«Se il problema è il sottoscritto – l’ammonimento dell’allenatore di origine barese ai suoi ragazzi – sono pronto a farmi da parte».
Una presa di posizione precisa e orgogliosa, che i calciatori hanno smorzato sul nascere. Gli atleti più esperti dello spogliatoio granata hanno ribadito la massima fiducia nell’allenatore, spingendosi a dire «se mister Favonio va via, siamo pronti a restare a casa pure noi».
Un attestato di stima, che di certo ha fatto piacere all’allenatore del Toro
«Parole importanti – il commento del tecnico – ai quali però devono seguire impegni precisi».
«Quanto accaduto domenica – ha detto ancora Favonio – è stato etichettato dai ragazzi come un episodio negativo. Dopo la vittoria col Maglie e il pari di Cerignola, ero convinto che ci fossero tutte le possibilità per uscire dalla zona pericolo».
«Quanto accaduto domenica – ha detto ancora Favonio – è stato etichettato dai ragazzi come un episodio negativo. Dopo la vittoria col Maglie e il pari di Cerignola, ero convinto che ci fossero tutte le possibilità per uscire dalla zona pericolo».
«Ora la situazione è molto complicata – chiosa l’allenatore del Taurisano – ma abbiamo l’obbligo di provarci».
Con le parole dell’allenatore, concorde anche la dirigenza granata.
«Prendiamo atto – dicono i dirigenti - di questo patto di sangue dei ragazzi. L’obiettivo è di ottenere il massimo da questo finale di stagione».
(G.d.M.)
Lucera Calcio: Il derby col Cerignola diventa fondamentale
24 febbraio 2010
di SILVIO DI PASQUA+1.jpg)
Che sia un momento «no» per il Lucera questo almeno è abbastanza chiaro, considerato che nelle ultime quattro partite la formazione lucerina ha raccolto solo la miseria di un punto.
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Che sia un momento «no» per il Lucera questo almeno è abbastanza chiaro, considerato che nelle ultime quattro partite la formazione lucerina ha raccolto solo la miseria di un punto.
Ma che tutto giri contro gli svevi questo è altrettanto evidente, visto che la serie negativa è stata generata per lo più da episodi, come nell’ultimo stop subito a Tricase, dove un ingenuo fallo del centrale Mascia ha generato il penalty, peraltro contestato dai lucerini, che ha fatto tornare a mani vuote Cannarozzi e compagni dalla lunga trasferta salentina (nella foto: Francesco Cannarozzi che saltera' il derby col Cerignola per squalifica).
«Non è stata una partita entusiasmante - commenta il direttore sportivo dei biancocelesti, Giovanni Serrano - e di sicuro il risultato a reti bianche era quello che meglio avrebbe rispecchiato il gioco espresso dalle due squadre. Purtroppo un altro episodio ha condizionato l’iter della gara e ora siamo qui a commentare un’altra sconfitta».
Ammetterà che, al di là del rigore assegnato al Tricase, avete avuto un intero tempo per riequilibrare le sorti del match ?
«E’ anche evidente che non ci stiamo esprimendo al meglio, avendo difficoltà a concretizzare il gioco prodotto - aggiunge Serrano - ma abbiamo tutte le qualità per imprimere una svolta a questo andamento negativo e conquistare i punti necessari per raggiungere la quota tranquillità, che è stato sempre il nostro principale obiettivo».
«E’ anche evidente che non ci stiamo esprimendo al meglio, avendo difficoltà a concretizzare il gioco prodotto - aggiunge Serrano - ma abbiamo tutte le qualità per imprimere una svolta a questo andamento negativo e conquistare i punti necessari per raggiungere la quota tranquillità, che è stato sempre il nostro principale obiettivo».
Anche gli avversari confermano quanto affermato dal tesserato lucerino sulla partita (interviste realizzate da Piero Orlando per Eccellenzapuglia n.d.R.), purchè soddisfatti di aver ottenuto la terza vittoria di fila.
«Le squadre si sono equivalse - sostiene mister Ciullo del Tricase - in una gara non bella e solo un episodio ha fatto la differenza. Il fallo del difensore del Lucera è stato ingenuo, visto che Ruberto era di spalle alla porta e non poteva creare pericolosità».
«Le squadre si sono equivalse - sostiene mister Ciullo del Tricase - in una gara non bella e solo un episodio ha fatto la differenza. Il fallo del difensore del Lucera è stato ingenuo, visto che Ruberto era di spalle alla porta e non poteva creare pericolosità».
Più o meno sullo stesso tono il commento del capitano leccese Manco.
«Siamo riusciti a portare in porto un risultato fondamentale pur non giocando al meglio e capisco il rammarico dei nostri avversari».
«Siamo riusciti a portare in porto un risultato fondamentale pur non giocando al meglio e capisco il rammarico dei nostri avversari».
A sei giornate dal termine e con la classifica che si accorcia il calendario non dà certo una mano ai ragazzi di Zito, impegnati il prossimo turno nel derby col Cerignola, vale a dire la compagine più in forma del torneo, in serie positiva da nove giornate, che proprio nella domenica passata ha raggiunto in classifica i cugini lucerini.
In palio punti pesanti per il predominio provinciale, ma con propositi diametralmente opposti di classifica per come si stanno esprimendo le due compagini in questa fase del campionato.
Terlizzi: Per il big match col Nardo' indetta la "Giornata pro Terlizzi"
24 febbraio 2010
Comunicato Terlizzi Calcio
Sono già in vendita i biglietti per il big match di domenica con la capolista Nardò.

Sono già in vendita i biglietti per il big match di domenica con la capolista Nardò.
La società ha indetto la giornata pro-Terlizzi per la gara che si disputerà al "Comunale" alle ore 15. Dunque non varranno abbonamenti e accrediti.
I tagliandi costeranno 7 euro al botteghino e 5 in prevendita. Si possono acquistare presso la sede del Fans Club Terlizzi e al Bar Orchidea.
Naturalmente la società si aspetta il pubblico delle grandi occasioni per la partita di cartello della 29.a giornata.
Un successo riporterebbe i rossoblù ad un passo dalla vetta e renderebbe entusiasmanti le ultime cinque giornate.
"Invitiamo tutti gli sportivi terlizzesi a seguire e incitare la squadra per questa sfida cruciale della stagione - dice il presidente Salvatore d'Alesio - vogliamo che lo stadio si trasformi in un'autentica bolgia, come lo fu lo scorso anno in occasione della gara con il Castellana, ultima giornata, quando vincemmo e conquistammo la salvezza".
Bisceglie: Moschetto chiede scusa a compagni di squadra e tifosi
23 febbraio 2010
di ALESSANDRO CIANI PASSERI
Un sincero e breve messaggio rivolto a compagni di squadra e tifosi. Così Gigi Moschetto (nella foto: in lacrime dopo il derby - S. Porcelli) con alcune frasi fatte pervenire al sito Forzabisceglie.it, vuole chiedere scusa per gli errori commessi domenica scorsa nel derby contro il Liberty Molfetta che sono costati la sconfitta per 2-3.
"Chiedo scusa a tutti, ad iniziare dai miei compagni di squadra, al mister e ai tifosi biscegliesi. Ho commesso due errori imperdonabili che hanno consentito al Liberty di vincere la gara.... So quanto i compagni e tutta la tifoseria tenevano particolarmente a questa partita, e non mi do pace per quanto accaduto.
Entrare a freddo ad inizio ripresa dopo il malore che ha colpito Leuci non mi ha aiutato, però non voglio trovare nessun alibi.
Ho sbagliato, ma sono pronto a mettermi al lavoro per conquistare con la squadra i punti necessari che ci separano dalla matematica salvezza. Lo devo a tutti i miei compagni e a chi mi sta dimostrando la sua vicinanza in questo difficile momento, lo devo ai miei genitori che domenica erano allo stadio e hanno visto quanto accaduto, soffrendo per me. Non ho mai mollato nella mia vita e non lo farò nemmeno adesso."
A Gigi Moschetto, uscito in lacrime domenica scorsa al termine della gara, non possiamo che mostrare la nostra vicinanza certi che saprà trovare in se stesso la forza necessaria per affrontare questo momento difficile e dimostrare a tutti il suo valore per il bene di se stesso e del Bisceglie Calcio.

Un sincero e breve messaggio rivolto a compagni di squadra e tifosi. Così Gigi Moschetto (nella foto: in lacrime dopo il derby - S. Porcelli) con alcune frasi fatte pervenire al sito Forzabisceglie.it, vuole chiedere scusa per gli errori commessi domenica scorsa nel derby contro il Liberty Molfetta che sono costati la sconfitta per 2-3.
"Chiedo scusa a tutti, ad iniziare dai miei compagni di squadra, al mister e ai tifosi biscegliesi. Ho commesso due errori imperdonabili che hanno consentito al Liberty di vincere la gara.... So quanto i compagni e tutta la tifoseria tenevano particolarmente a questa partita, e non mi do pace per quanto accaduto.
Entrare a freddo ad inizio ripresa dopo il malore che ha colpito Leuci non mi ha aiutato, però non voglio trovare nessun alibi.
Ho sbagliato, ma sono pronto a mettermi al lavoro per conquistare con la squadra i punti necessari che ci separano dalla matematica salvezza. Lo devo a tutti i miei compagni e a chi mi sta dimostrando la sua vicinanza in questo difficile momento, lo devo ai miei genitori che domenica erano allo stadio e hanno visto quanto accaduto, soffrendo per me. Non ho mai mollato nella mia vita e non lo farò nemmeno adesso."
A Gigi Moschetto, uscito in lacrime domenica scorsa al termine della gara, non possiamo che mostrare la nostra vicinanza certi che saprà trovare in se stesso la forza necessaria per affrontare questo momento difficile e dimostrare a tutti il suo valore per il bene di se stesso e del Bisceglie Calcio.
Come recita una celebre frase "l´eroe non è colui che non cade mai ma colui che una volta caduto trova il coraggio di rialzarsi". Forza Gigi.
Sogliano: Panchina scomoda. Mosca peggio dei predecessori
23 febbraio 2010
di ANTONIO CALO'
Nella stagione che volge al termine, la panchina del Sogliano si sta rivelando assai scomoda.
Il club rossonero ha cambiato tre allenatori, ma non è mai riuscito ad imprimere una svolta decisa al proprio campionato.
I problemi, evidentemente, non sono tutti riconducibili alla guida tecnica del team. Probabilmente le scelte operate a monte non sono state molto felici e si sa che non sempre i cambi che vengono effettuati in corsa, sia per quel che concerne i trainer che per quanto riguarda gli atleti che sono presenti in organico, portano i frutti sperati.
Il Sogliano ha iniziato l’annata 2009/2010 con Carmelo Miceli (nella foto a sinistra) sulla tolda di comando. L’allenatore calabrese ha retto il timone della squadra nei primi 8 match, ottenendo 11 punti, con una media di 1,375 a gara.
Nel periodo della gestione dell’ex capitano del Lecce, l’undici rossonero ha vinto 3 partite, ne ha pareggiate 2 e ne ha perse 3, realizzando 4 reti e subendone altrettante. In questa fase il problema maggiore palesato da Stefano Melissano e soci è stato quello di trovare la via del gol.
A Miceli è subentrato Dario Levanto (nella foto a sinistra), che ha diretto il Sogliano a cavallo tra la nona giornata di andata e la settima di ritorno, per 16 incontri, raggranellando 23 lunghezze, con una media di 1,4375, di poco più alta di quella del suo predecessore.
In questa fase il complesso rossonero ha collezionato 5 successi, 8 nulla di fatto e 3 sconfitte, segnando 24 reti ed incassandone 17. In chiave offensiva, pertanto, Pablo Pighin e soci sono cresciuti, ma è mancato comunque l’equilibrio, in quanto hanno concesso di gran lunga di più in fase difensiva.
Levanto ha ceduto il posto a Giuseppe Mosca (nella foto a sinistra), che guida il Sogliano da appena 4 turni, nei quali le cose non sono andate certo bene se si considera che il Sogliano ha messo insieme 2 pareggi e 2 sconfitte, ottenendo appena 2 punti, con una media di 0,50, andando in gol 6 volte e subendo 11 reti.
«Sono deluso ed amareggiato – dice il patron Salvatore Polimeno – A Copertino ho visto una compagine spenta».

Nella stagione che volge al termine, la panchina del Sogliano si sta rivelando assai scomoda.
Il club rossonero ha cambiato tre allenatori, ma non è mai riuscito ad imprimere una svolta decisa al proprio campionato.
I problemi, evidentemente, non sono tutti riconducibili alla guida tecnica del team. Probabilmente le scelte operate a monte non sono state molto felici e si sa che non sempre i cambi che vengono effettuati in corsa, sia per quel che concerne i trainer che per quanto riguarda gli atleti che sono presenti in organico, portano i frutti sperati.
Il Sogliano ha iniziato l’annata 2009/2010 con Carmelo Miceli (nella foto a sinistra) sulla tolda di comando. L’allenatore calabrese ha retto il timone della squadra nei primi 8 match, ottenendo 11 punti, con una media di 1,375 a gara.Nel periodo della gestione dell’ex capitano del Lecce, l’undici rossonero ha vinto 3 partite, ne ha pareggiate 2 e ne ha perse 3, realizzando 4 reti e subendone altrettante. In questa fase il problema maggiore palesato da Stefano Melissano e soci è stato quello di trovare la via del gol.
A Miceli è subentrato Dario Levanto (nella foto a sinistra), che ha diretto il Sogliano a cavallo tra la nona giornata di andata e la settima di ritorno, per 16 incontri, raggranellando 23 lunghezze, con una media di 1,4375, di poco più alta di quella del suo predecessore.In questa fase il complesso rossonero ha collezionato 5 successi, 8 nulla di fatto e 3 sconfitte, segnando 24 reti ed incassandone 17. In chiave offensiva, pertanto, Pablo Pighin e soci sono cresciuti, ma è mancato comunque l’equilibrio, in quanto hanno concesso di gran lunga di più in fase difensiva.
Levanto ha ceduto il posto a Giuseppe Mosca (nella foto a sinistra), che guida il Sogliano da appena 4 turni, nei quali le cose non sono andate certo bene se si considera che il Sogliano ha messo insieme 2 pareggi e 2 sconfitte, ottenendo appena 2 punti, con una media di 0,50, andando in gol 6 volte e subendo 11 reti.«Sono deluso ed amareggiato – dice il patron Salvatore Polimeno – A Copertino ho visto una compagine spenta».
Nardo': Domenica a Terlizzi, poi il Liberty. E' il momento della verita
23 febbraio 2010
(G.d.M.)
di SALVATORE MANCA+2.jpg)
Due vittorie nel giro di quattro giorni allontanano i fantasmi della gara di Cerignola e rilanciano il Nardò che si è aggiudicato in settimana la Coppa Italia regionale contro la Liberty Molfetta e domenica la vittoria sul Castellana.
Due partite tra l’altro giocate in maniera diversa, ma con lo stesso risultato: nella prima, quella di Francavilla, il Nardò ha messo in campo la sua forza e la sua tecnica giocando a ritmi sostenuti per 90 minuti;
nella seconda quella con il Castellana, ha saputo centellinare le proprie energie con una condotta di gara molto saggia.
Ma soprattutto il Nardò ha potuto attingere a piene mani ad una rosa piuttosto ampia.
«Si è trattato di una gara molto insidiosa e difficile – dice il capitano Graziano Tartaglia (foto: F. Pero) – che abbiamo saputo amministrare molto bene, considerato che eravamo un po’ stanchi della fatica di giovedì sera. Ma forse una stanchezza anche psicologica dopo il mese di gennaio pieno di gare ed un mese di febbraio con la finale di coppa Italia. Io credo che sia stato molto importante avere una rosa molto ampia con giocatori tutti pronti a scendere in campo e a dare sempre il loro contributo in maniera decisiva».
Il Nardò è chiamato a difendere il suo primato nei prossimi due scontri diretti contro Terlizzi e Liberty Molfetta.
«Arriva il momento in cui bisognerà confermare quanto di buono è stato fatto nel corso della stagione. A volte sono gli episodi a decidere certe gare. Il Terlizzi è una squadra molto forte, ma noi giocheremo come sempre con umiltà e con la consapevolezza di poter ottenere una vittoria. A questo punto poi non avrà molta importanza giocare in casa o fuori».
La sconfitta di Cerignola è ormai solo un ricordo?
«Una giornata storta – dice Tartaglia – come quella di Cerignola può capitare durante il campionato, per il resto noi abbiamo sempre fatto bene. A parte poche domeniche, siamo sempre stati noi a condurre la classifica per tutta la stagione. In queste due gare dobbiamo dimostrare di essere più forti. Saranno due finali, ma adesso pensiamo al Terlizzi. Siamo decisi a fare bene e convinti di poterlo fare».
Per la gara di domenica intanto Longo potrà contare sul rientro di De Benedictis, dopo la squalifica, mentre ci saranno da valutare le condizioni di Moreno in ripresa e di Ruggiero fermo domenica per indolenzimento muscolare.
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Due vittorie nel giro di quattro giorni allontanano i fantasmi della gara di Cerignola e rilanciano il Nardò che si è aggiudicato in settimana la Coppa Italia regionale contro la Liberty Molfetta e domenica la vittoria sul Castellana.
Due partite tra l’altro giocate in maniera diversa, ma con lo stesso risultato: nella prima, quella di Francavilla, il Nardò ha messo in campo la sua forza e la sua tecnica giocando a ritmi sostenuti per 90 minuti;
nella seconda quella con il Castellana, ha saputo centellinare le proprie energie con una condotta di gara molto saggia.
Ma soprattutto il Nardò ha potuto attingere a piene mani ad una rosa piuttosto ampia.
«Si è trattato di una gara molto insidiosa e difficile – dice il capitano Graziano Tartaglia (foto: F. Pero) – che abbiamo saputo amministrare molto bene, considerato che eravamo un po’ stanchi della fatica di giovedì sera. Ma forse una stanchezza anche psicologica dopo il mese di gennaio pieno di gare ed un mese di febbraio con la finale di coppa Italia. Io credo che sia stato molto importante avere una rosa molto ampia con giocatori tutti pronti a scendere in campo e a dare sempre il loro contributo in maniera decisiva».
Il Nardò è chiamato a difendere il suo primato nei prossimi due scontri diretti contro Terlizzi e Liberty Molfetta.
«Arriva il momento in cui bisognerà confermare quanto di buono è stato fatto nel corso della stagione. A volte sono gli episodi a decidere certe gare. Il Terlizzi è una squadra molto forte, ma noi giocheremo come sempre con umiltà e con la consapevolezza di poter ottenere una vittoria. A questo punto poi non avrà molta importanza giocare in casa o fuori».
La sconfitta di Cerignola è ormai solo un ricordo?
«Una giornata storta – dice Tartaglia – come quella di Cerignola può capitare durante il campionato, per il resto noi abbiamo sempre fatto bene. A parte poche domeniche, siamo sempre stati noi a condurre la classifica per tutta la stagione. In queste due gare dobbiamo dimostrare di essere più forti. Saranno due finali, ma adesso pensiamo al Terlizzi. Siamo decisi a fare bene e convinti di poterlo fare».
Per la gara di domenica intanto Longo potrà contare sul rientro di De Benedictis, dopo la squalifica, mentre ci saranno da valutare le condizioni di Moreno in ripresa e di Ruggiero fermo domenica per indolenzimento muscolare.
(G.d.M.)
A. Toma Maglie - Audace Cerignola 0-1
A breve l'articolo del match

A. TOMA MAGLIE
Pompa, Reho, Sabatelli, Buonomo, Vetrugno, Portaluri, Botrugno, Cezza, Velazco, Tommasi, Lentini. A disp: Colapietro, Laporta, De Giuseppe, Reale, Colucci, Negro, Montinaro
AUDACE CERIGNOLA
De Blasio, Comperchio, Papagno, Ciardi, Palumbo, Patruno, Tarantino, De Tullio, Ricci, Dibenedetto, Balducci . A disp: Renna, Pasculli, Specchio, Stramaglia, Borrelli, Zingaro, Ventura.
Arbitro: Basso di Taranto
Marcatori: 50' Patruno
Ammoniti: Tommasi, Vetrugno MAG / Ciardi, Patruno CER
Espulsi: nessuno

A. TOMA MAGLIE
Pompa, Reho, Sabatelli, Buonomo, Vetrugno, Portaluri, Botrugno, Cezza, Velazco, Tommasi, Lentini. A disp: Colapietro, Laporta, De Giuseppe, Reale, Colucci, Negro, Montinaro
AUDACE CERIGNOLA
De Blasio, Comperchio, Papagno, Ciardi, Palumbo, Patruno, Tarantino, De Tullio, Ricci, Dibenedetto, Balducci . A disp: Renna, Pasculli, Specchio, Stramaglia, Borrelli, Zingaro, Ventura.
Arbitro: Basso di Taranto
Marcatori: 50' Patruno
Ammoniti: Tommasi, Vetrugno MAG / Ciardi, Patruno CER
Espulsi: nessuno
Copertino - A. Stefanizzi Sogliano 2-1
A breve l'articolo del match

COPERTINO
Di Candia, Calcagnile C., Calasso, Branà, De Benedictis Andrea, Perrone, Lillo (53' Palmisano), Carlà, Romano (53' Mastria), Corallo, Cobian. A disp: Picciotti, De Benedictis Angelo, Franco, Calcagnile F., Marulli.
A. STEFANIZZI SOGLIANO
Frassanito, Ricciato, Ferrarese (84' Cavaliere), Lentini, Patruno, Melissano, Mortari (70' Mazzella), Ciurlia, Spagna (76' Giannotta), Cimarelli, Manco. A disp: Micheli, Mita, Aralla, Nuzzo
Arbitro: Scatigna di Taranto
Marcatori: 21' De Benedictis Andrea COP, 32' Lentini SOG, 79' rig. Corallo COP
Ammoniti: non ancora disponibile
Espulsi: nessuno

COPERTINO
Di Candia, Calcagnile C., Calasso, Branà, De Benedictis Andrea, Perrone, Lillo (53' Palmisano), Carlà, Romano (53' Mastria), Corallo, Cobian. A disp: Picciotti, De Benedictis Angelo, Franco, Calcagnile F., Marulli.
A. STEFANIZZI SOGLIANO
Frassanito, Ricciato, Ferrarese (84' Cavaliere), Lentini, Patruno, Melissano, Mortari (70' Mazzella), Ciurlia, Spagna (76' Giannotta), Cimarelli, Manco. A disp: Micheli, Mita, Aralla, Nuzzo
Arbitro: Scatigna di Taranto
Marcatori: 21' De Benedictis Andrea COP, 32' Lentini SOG, 79' rig. Corallo COP
Ammoniti: non ancora disponibile
Espulsi: nessuno
Real Altamura - Terlizzi Calcio 2-3
21 febbraio 2010
Il gol vittoria arriva al 22' con Cirigliano (nella foto a destra) abile nel tap in di testa dopo una respinta di Giannuzzi su tiro di Manzari. Per la sgusciante punta lucana è il sesto centro (non male per uno che spesso parte dalla panchina).

REAL ALTAMURA
Giannuzzi, Proscia, Iurlo, Traversa, Grazioso (15' st Soto), Martelli, De Febbo (3' st Angelastri), Vicenti, Anaclerio (3' st Anacio), Aloisio, Pietravalle.
TERLIZZI CALCIO
Sardella, Pappapicco, Rubini, Menolascina, Tangorra, Bonasia, Ronzullo (15' st Capuozzo), Roselli (45' st Giglio), Cirigliano, Tenzone (28' st La Nave), Manzari.
Arbitro: Doronzo di Barletta
Marcatori: 5' Manzari TER, 15' Manzari TER, 47' De Febbo R.ALT, 56' Pietravalle R.ALT, 67' Cirigliano TER
Ammoniti: non ancora disponibile
Espulsi: 92' Vicenti (R.ALT) rosso diretto
Comunicato Terlizzi Calcio+pp3.jpg)
Il pokerissimo arriva al "D'Angelo" di Altamura, ma è sofferto come nelle previsioni, malgrado fra la terza e l'ultima della classe c'erano, prima del fischio d'inizio, ben 39 punti di differenza.
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Il pokerissimo arriva al "D'Angelo" di Altamura, ma è sofferto come nelle previsioni, malgrado fra la terza e l'ultima della classe c'erano, prima del fischio d'inizio, ben 39 punti di differenza.
Differenza che si è vista nel primo tempo, annullata nel secondo da un calo di tensione dei rossoblù.
LA GARA - Come avvenuto sette giorni prima con il Bisceglie, il Terlizzi si fa rimontare due reti. Quelle realizzate da Manzari (nella foto in alto di Studio 96, molto bella la prima e sono 12 per l'attaccante barese) tra il 5' e il 15' del primo tempo che sembravano aver chiuso la partita.
Ma si sa, quando si segna così presto, si rischia di sedersi pensando che ormai sia fatta.
Così il Real nella ripresa entra in campo più determinato, non rassegnato alla sconfitta numero 17.
De Febbo (passato quest'estate dal Terlizzi) riapre la contesa al 2' e l'italo-argentino Pietravalle la rimette in parità all'11'.
Mister Ragno butta nella mischia Capuozzo (tenuto in panchina perché in non perfette condizioni fisiche e diffidato, in vista del big match con il Nardò) e il centravanti napoletano dà all'attacco più peso.
Il gol vittoria arriva al 22' con Cirigliano (nella foto a destra) abile nel tap in di testa dopo una respinta di Giannuzzi su tiro di Manzari. Per la sgusciante punta lucana è il sesto centro (non male per uno che spesso parte dalla panchina).Nel finale l'espulsione dell'altamurano Vicenti.
POST GARA - E così sono ancora una volta gli attaccanti i grandi protagonisti della domenica terlizzese: Manzari, Capuozzo, Tenzone e Cirigliano hanno segnato 35 dei 56 gol della banda Ragno, miglior attacco dell'Eccellenza (media di due reti a partita), a cui si aggiungono gli 8 di Menolascina e i 6 di Roselli.
Il tecnico molfettese spiega così il calo e la rimonta murgiana: "A mio avviso determinante è stata l'ammonizione a Menolascina che, diffidato, salterà la sfida con il Nardò (come Cirigliano, ndr), alla quale i miei hanno iniziato a pensare sul 2-0. Eppure abbiamo avuto altre due tre occasioni per segnare il terzo gol. Una volta raggiunti, siamo stati bravi a non disunirci e a fare nostra la gara. Ma ora pensiamo al Nardò. Se lo battiamo i giochi per la vittoria finale si riaprono completamente e anche noi torniamo in corsa".

REAL ALTAMURA
Giannuzzi, Proscia, Iurlo, Traversa, Grazioso (15' st Soto), Martelli, De Febbo (3' st Angelastri), Vicenti, Anaclerio (3' st Anacio), Aloisio, Pietravalle.
TERLIZZI CALCIO
Sardella, Pappapicco, Rubini, Menolascina, Tangorra, Bonasia, Ronzullo (15' st Capuozzo), Roselli (45' st Giglio), Cirigliano, Tenzone (28' st La Nave), Manzari.
Arbitro: Doronzo di Barletta
Marcatori: 5' Manzari TER, 15' Manzari TER, 47' De Febbo R.ALT, 56' Pietravalle R.ALT, 67' Cirigliano TER
Ammoniti: non ancora disponibile
Espulsi: 92' Vicenti (R.ALT) rosso diretto
Atletico Corato - Massafra 0-1
21 febbraio 2010

ATLETICO CORATO
Paternicò, Gusmai, Schirone, Picciariello, Ricci, Baldassarre, Di Senso, Luciani (62' Porcelluzzi), Di Domenico, Cesareo (46' D’Ambrosio), Mastrorillo (66' Campanale).
MASSAFRA
Minno, Lopetuso, Carlucci, Patera, Salvia, Luccarelli, Scippo, Russo, Tondo, Perrone, Ciaurro.
Arbitro: Lopetuso di Foggia
Marcatori: 9' Patera
Ammoniti: Cesareo COR / Lopetuso, Scippo, Ciaurro MAS
Espulsi: nessuno
di ALESSANDRO CASTRIGNO
E’ proprio un anno stregato per il Corato per quanto riguarda le partite casalinghe.
Dopo le sconfitte in ordine di tempo con Terlizzi, Cerignola e Nardò, i neroverdi perdono tre punti importanti anche con il Massafra, complicando così il discorso salvezza.
Una sconfitta in verità per nulla meritata, considerate le diverse occasioni non sfruttate soprattutto per la giornata di grazia del portiere ospite. Gli avversari invece sfruttano a pieno la prima reale occasione da rete.
Prima del fischio di inizio Schirone riceve una targa che celebra le sue 100 presenze con la maglia neroverde. Ricorrenza che inoltre spinge la squadra a concedergli la fascia da capitano.
PRIMO TEMPO - Un dominio quello coratino che le azioni da rete dimostrano.

E’ proprio un anno stregato per il Corato per quanto riguarda le partite casalinghe.
Dopo le sconfitte in ordine di tempo con Terlizzi, Cerignola e Nardò, i neroverdi perdono tre punti importanti anche con il Massafra, complicando così il discorso salvezza.
Una sconfitta in verità per nulla meritata, considerate le diverse occasioni non sfruttate soprattutto per la giornata di grazia del portiere ospite. Gli avversari invece sfruttano a pieno la prima reale occasione da rete.
Prima del fischio di inizio Schirone riceve una targa che celebra le sue 100 presenze con la maglia neroverde. Ricorrenza che inoltre spinge la squadra a concedergli la fascia da capitano.
PRIMO TEMPO - Un dominio quello coratino che le azioni da rete dimostrano.
Dopo 30 secondi Di Senso è solo davanti al portiere, ma non è abbastanza freddo da superarlo.
Al 5’ gol annullato a Cesareo per una probabile trattenuta su un difensore.
Al 5’ gol annullato a Cesareo per una probabile trattenuta su un difensore.
Cinque minuti più tardi lo stesso attaccante è lesto ad aggirare un difensore, ma la sua conclusione vede la pronta respinta di Minno.
Al 24’ colossale occasione per Di Domenico che colpisce il palo, la cui ribattuta perviene sui piedi di Picciariello che manda sull’esterno della rete.
Al 35’ è ancora Cesareo a rendersi pericoloso con un colpo di testa su punizione di Schirone.
Al 40' i tarantini alla prima azione di attacco sfiorano il gol, ma Scippo cicca clamorosamente la sfera da buona posizione.
Al 24’ colossale occasione per Di Domenico che colpisce il palo, la cui ribattuta perviene sui piedi di Picciariello che manda sull’esterno della rete.
Al 35’ è ancora Cesareo a rendersi pericoloso con un colpo di testa su punizione di Schirone.
Al 40' i tarantini alla prima azione di attacco sfiorano il gol, ma Scippo cicca clamorosamente la sfera da buona posizione.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa non c’è più Cesareo, ammonito nella prima frazione.
Al 9' al primo tiro in porta il Massafra passa in vantaggio. Un tiro senza grosse pretese di Tondo non viene bloccato da Paternicò, che viene beffato da Patera, arguto ad approfittare della corta respinta.
Due minuti dopo Scippo può raddoppiare, ma la sua conclusione termina di poco sul fondo.
Al 13' inizia lo show del portiere ospite. Su gran botta di Di Domenico, altrettanta risposta dettata dai riflessi di Minno.
Al quarto d’ora è Tondo su calcio di punizione dal limite a mettere i brividi ai tifosi di casa.
Al 35’ punizione del solito Schirone respinta dal portiere con un tuffo in angolo.
Due minuti dopo doppia occasione per Di Domenico nel corso di un minuto. Prima è solo la bravura del portiere ad infrangere i sogni di gloria con un balzo felino; subito dopo la sua zuccata termina di pochi centimetri fuori.
L’ultima occasione è di Picciariello che tenta il suo classico tiro insidioso, ma Minno deve usare tutta la forza e la sua agilità per togliere la sfera diretta all’incrocio dei pali.
Termina così un match che come detto il Corato ha dominato ma non è riuscito a portare in porto sprecando una buona occasione per tirarsi via dalla zona pericolosa.
Domenica prossima banco di prova difficile per i lotitiani, attesi dal derby con il Trani.
Al 9' al primo tiro in porta il Massafra passa in vantaggio. Un tiro senza grosse pretese di Tondo non viene bloccato da Paternicò, che viene beffato da Patera, arguto ad approfittare della corta respinta.
Due minuti dopo Scippo può raddoppiare, ma la sua conclusione termina di poco sul fondo.
Al 13' inizia lo show del portiere ospite. Su gran botta di Di Domenico, altrettanta risposta dettata dai riflessi di Minno.
Al quarto d’ora è Tondo su calcio di punizione dal limite a mettere i brividi ai tifosi di casa.
Al 35’ punizione del solito Schirone respinta dal portiere con un tuffo in angolo.
Due minuti dopo doppia occasione per Di Domenico nel corso di un minuto. Prima è solo la bravura del portiere ad infrangere i sogni di gloria con un balzo felino; subito dopo la sua zuccata termina di pochi centimetri fuori.
L’ultima occasione è di Picciariello che tenta il suo classico tiro insidioso, ma Minno deve usare tutta la forza e la sua agilità per togliere la sfera diretta all’incrocio dei pali.
Termina così un match che come detto il Corato ha dominato ma non è riuscito a portare in porto sprecando una buona occasione per tirarsi via dalla zona pericolosa.
Domenica prossima banco di prova difficile per i lotitiani, attesi dal derby con il Trani.

ATLETICO CORATO
Paternicò, Gusmai, Schirone, Picciariello, Ricci, Baldassarre, Di Senso, Luciani (62' Porcelluzzi), Di Domenico, Cesareo (46' D’Ambrosio), Mastrorillo (66' Campanale).
MASSAFRA
Minno, Lopetuso, Carlucci, Patera, Salvia, Luccarelli, Scippo, Russo, Tondo, Perrone, Ciaurro.
Arbitro: Lopetuso di Foggia
Marcatori: 9' Patera
Ammoniti: Cesareo COR / Lopetuso, Scippo, Ciaurro MAS
Espulsi: nessuno
Taurisano - Fortis Trani 0-1 *FOTO*
21 febbraio 2010
▼ Le Foto del match a cura di V. Chicco e B. Galati

TAURISANO
Silipo, Amato S., Seclì, Berné (41’ Vendetta), De Nuzzo, Antico, Longo, Manzano (82' Dell’Anna), Foglia, Malorgio, (46' Toma), Rollo. A disp: Potenza, Valentino, D'Errico, Carbone.
FORTIS TRANI
Perina, Rizzi, Visconti, Millan, Amato M., Sabini, Piscopo (71' Ragno), Fabiano, Fumai (91' Terrone), Crisantemo (62' Pisani), Genco. A disp: Orizzonte, Vittorio, Amoruso, Renato
Arbitro: Bergonzini di Civitavecchia
Marcatori: 4' rig. Crisantemo
Ammoniti: Longo, Manzano, Foglia TAU / Millan TRA
Espulsi: 92' Antico (TAU) rosso diretto
NOTE: Giornata soleggiata; terreno in buone condizioni
di VINCENZO CHICCO
Doveva essere la festa del bentornato a casa per il Toro, assente dal "Comunale" cittadino dallo scorso 6 dicembre a causa delle 5 giornate di squalifica; la Societa' granata aveva addirittura scelto di non far pagare l'ingresso ai tifosi di casa per festeggiare il ritorno al cospetto del suo pubblico, pochino per la verita' rispetto all'importanza della posta in palio.
A rovinare la festa taurisanese, pero', e' scesa nel Salento una Fortis Trani che, grazie al non gioco espresso dai padroni di casa, e con una prestazione ordinata e determinata ha tatto sua l'intera posta in palio confermando le speranze biancazzurre della vigilia (nella foto: Crisantemo esulta dopo aver trasformato il rigore - B. Galati).
I granata di casa, quest’oggi in completa divisa bianca, possono semplicemente fare mea culpa a causa di una manovra disordinata e imprecisa, a tratti addirittura timida, forse causata anche dall’emozione di ritornare a giocare sul proprio manto erboso.
Alla fine, come detto, a vincere e' stata la determinazione della Fortis che non voleva (e non ha) perso terreno dalle squadre che la precedono in graduatoria, ma ha inguaiato ulteriormente la gia' delicata situazione dei ragazzi di mister Favonio, tra l'altro bandiera tranese a cavallo degli anni '90, che ora dovranno prodursi in uno sprint finale non indifferente per riagganciare la zona salvezza.
PRIMO TEMPO - La gara inizia subito bene per gli ospiti: ad accoglierli in campo circa un'ottantina di tifosi provenienti da Trani che vengono ripagati gia' al 4' quando Antico affronta e ferma fallosamente in area lo sgusciante Fumai. Ammonizione per il difensore granata e penalty decretato senza esitazioni dal sig. Bergonzini di Civitavecchia. Sul dischetto si porta Crisantemo, che spiazza Silipo, portando in vantaggio il Trani.
Il Taurisano sembra stordito e non dà l'impressione di trovare subito la reazione giusta, anzi sono i tranesi (scesi in campo oggi con la maglia granata) a farsi nuovamente pericolosi creando due palle limpide per il raddoppio. La prima azione pericolosa parte dai piedi di Fumai, ottima la sua prestazione oggi, il quale serve Fabiano, appostato al centro dell’area, che calcia di destro. Per salvare la porta granata ci vogliono tutti i centimetri di Silipo che, prima salva in tuffo la conclusione del centrocampista tranese e poi devia in angolo il successivo tap-in di Piscopo. Il corner non produce nulla di pericoloso.
Al 34’ e' Crisantemo a lanciare Fumai, il quale di prima intezione gira al volo un bel rasoterra che fa la barba al palo sinistro.
La gara sembra nettamente in mano agli ospiti e, cinque minuti più tardi, ancora uno scambio Crisantemo - Fumai porta il numero 9 biancazzurro a tu per tu con Silipo il quale, in uscita, copre lo specchio della porta. Il tiro di Fumai sfiora solo il palo.
Pochi minuti dopo termina il primo tempo.
SECONDO TEMPO - Nella seconda frazione la gara stenta a decollare fatta eccezione per un tiro al 5' del solito Fumai che impegna ancora in tuffo Silipo.
Poi il ritmo cala decisamente fino alla mezz’ora allorquando il rientrante Pisani (in campo dal 17' al posto di Crisantemo) prova a dare una scossa al match girando di testa il preciso cross di Millan; la palla termina alta di un soffio.
Nel finale il Taurisano, che poco o nulla aveva fatto vedere fino a quel momento, sfiora la beffa. Foglia mette in mezzo, Vendetta in area piccola tenta la deviazione in spaccata, mandando incredibilmente alta la sfera con Perina battuto.
I minuti di recupero servono ai granata solo per restare in dieci: Antico anticipa la doccia di qualche minuto rientrando negli spogliatoi per il rosso rimediato a causa di un fallo su Fumai involatosi a rete sulla fascia destra.
Con i padroni di casa in dieci ormai protesi tutti in avanti alla disperata ricerca del pari e' il Trani a creare l'ultima azione pericolosa con Visconti che di testa sfiora il palo.
Il triplice fischio del Sig. Bergonzini di Civitavecchia decreta la fine della contesa con la Fortis che va via da Taurisano con tre punti in tasca e, soprattutto, tra gli applausi dei propri sostenitori.
I padroni di casa escono dal terreno di gioco a testa bassa consci di dover cancellare subito l'opaca prestazione odierna che, tra l'altro, costa ai granata il quintultimo posto ora di proprieta' del Massafra corsaro a Corato.

Doveva essere la festa del bentornato a casa per il Toro, assente dal "Comunale" cittadino dallo scorso 6 dicembre a causa delle 5 giornate di squalifica; la Societa' granata aveva addirittura scelto di non far pagare l'ingresso ai tifosi di casa per festeggiare il ritorno al cospetto del suo pubblico, pochino per la verita' rispetto all'importanza della posta in palio.
A rovinare la festa taurisanese, pero', e' scesa nel Salento una Fortis Trani che, grazie al non gioco espresso dai padroni di casa, e con una prestazione ordinata e determinata ha tatto sua l'intera posta in palio confermando le speranze biancazzurre della vigilia (nella foto: Crisantemo esulta dopo aver trasformato il rigore - B. Galati).
I granata di casa, quest’oggi in completa divisa bianca, possono semplicemente fare mea culpa a causa di una manovra disordinata e imprecisa, a tratti addirittura timida, forse causata anche dall’emozione di ritornare a giocare sul proprio manto erboso.
Alla fine, come detto, a vincere e' stata la determinazione della Fortis che non voleva (e non ha) perso terreno dalle squadre che la precedono in graduatoria, ma ha inguaiato ulteriormente la gia' delicata situazione dei ragazzi di mister Favonio, tra l'altro bandiera tranese a cavallo degli anni '90, che ora dovranno prodursi in uno sprint finale non indifferente per riagganciare la zona salvezza.
PRIMO TEMPO - La gara inizia subito bene per gli ospiti: ad accoglierli in campo circa un'ottantina di tifosi provenienti da Trani che vengono ripagati gia' al 4' quando Antico affronta e ferma fallosamente in area lo sgusciante Fumai. Ammonizione per il difensore granata e penalty decretato senza esitazioni dal sig. Bergonzini di Civitavecchia. Sul dischetto si porta Crisantemo, che spiazza Silipo, portando in vantaggio il Trani.
Il Taurisano sembra stordito e non dà l'impressione di trovare subito la reazione giusta, anzi sono i tranesi (scesi in campo oggi con la maglia granata) a farsi nuovamente pericolosi creando due palle limpide per il raddoppio. La prima azione pericolosa parte dai piedi di Fumai, ottima la sua prestazione oggi, il quale serve Fabiano, appostato al centro dell’area, che calcia di destro. Per salvare la porta granata ci vogliono tutti i centimetri di Silipo che, prima salva in tuffo la conclusione del centrocampista tranese e poi devia in angolo il successivo tap-in di Piscopo. Il corner non produce nulla di pericoloso.
Al 34’ e' Crisantemo a lanciare Fumai, il quale di prima intezione gira al volo un bel rasoterra che fa la barba al palo sinistro.
La gara sembra nettamente in mano agli ospiti e, cinque minuti più tardi, ancora uno scambio Crisantemo - Fumai porta il numero 9 biancazzurro a tu per tu con Silipo il quale, in uscita, copre lo specchio della porta. Il tiro di Fumai sfiora solo il palo.
Pochi minuti dopo termina il primo tempo.
SECONDO TEMPO - Nella seconda frazione la gara stenta a decollare fatta eccezione per un tiro al 5' del solito Fumai che impegna ancora in tuffo Silipo.
Poi il ritmo cala decisamente fino alla mezz’ora allorquando il rientrante Pisani (in campo dal 17' al posto di Crisantemo) prova a dare una scossa al match girando di testa il preciso cross di Millan; la palla termina alta di un soffio.
Nel finale il Taurisano, che poco o nulla aveva fatto vedere fino a quel momento, sfiora la beffa. Foglia mette in mezzo, Vendetta in area piccola tenta la deviazione in spaccata, mandando incredibilmente alta la sfera con Perina battuto.
I minuti di recupero servono ai granata solo per restare in dieci: Antico anticipa la doccia di qualche minuto rientrando negli spogliatoi per il rosso rimediato a causa di un fallo su Fumai involatosi a rete sulla fascia destra.
Con i padroni di casa in dieci ormai protesi tutti in avanti alla disperata ricerca del pari e' il Trani a creare l'ultima azione pericolosa con Visconti che di testa sfiora il palo.
Il triplice fischio del Sig. Bergonzini di Civitavecchia decreta la fine della contesa con la Fortis che va via da Taurisano con tre punti in tasca e, soprattutto, tra gli applausi dei propri sostenitori.
I padroni di casa escono dal terreno di gioco a testa bassa consci di dover cancellare subito l'opaca prestazione odierna che, tra l'altro, costa ai granata il quintultimo posto ora di proprieta' del Massafra corsaro a Corato.
▼ Le Foto del match a cura di V. Chicco e B. Galati

TAURISANO
Silipo, Amato S., Seclì, Berné (41’ Vendetta), De Nuzzo, Antico, Longo, Manzano (82' Dell’Anna), Foglia, Malorgio, (46' Toma), Rollo. A disp: Potenza, Valentino, D'Errico, Carbone.
FORTIS TRANI
Perina, Rizzi, Visconti, Millan, Amato M., Sabini, Piscopo (71' Ragno), Fabiano, Fumai (91' Terrone), Crisantemo (62' Pisani), Genco. A disp: Orizzonte, Vittorio, Amoruso, Renato
Arbitro: Bergonzini di Civitavecchia
Marcatori: 4' rig. Crisantemo
Ammoniti: Longo, Manzano, Foglia TAU / Millan TRA
Espulsi: 92' Antico (TAU) rosso diretto
NOTE: Giornata soleggiata; terreno in buone condizioni
Atletico Tricase - Lucera Calcio 1-0
21 febbraio 2010

ATLETICO TRICASE
Fiorentino, De Icco, Giannuzzi, Raffaello, Citto, Rizzo, Striano (63' Stefanelli), Manco, Ruberto (83' Ciardo), Mitri (90' Mastria), Corvaglia. A disp. Cesari, Calabrese, Pellegrino, D'Urso.
LUCERA CALCIO
Giacobbe, Di Maggio, Rizzi (61' Salinno), Pepe, Mascia, Masturzo, Bagot (70' Piccirillo), De Stasio (57' Da Bellonio), Cannarozzi, Quaresimale, Di Gioia. A disp. Montuori, Vacca, Porcelli, Pellegrino N.
Arbitro: Palermo di Bari
Marcatori: 44' rig. Ruberto
Ammoniti: Striano, Manco TRI / Rizzi, Mascia, Cannarozzi LUC
Espulsi: nessuno
di PIERO ORLANDO.jpg)
Il Tricase vince di misura e inanella la terza vittoria consecutiva.
La formazione salentina si lancia così verso la salvezza che fino a qualche tempo fa, da queste parti, era considerata solo una chimera.
Ennesimo passo falso invece per il Lucera il cui cammino, nel girone di ritorno, è tutto da dimenticare... (nella foto: il marcatore dell'incontro Maurizio Ruberto)
PRIMO TEMPO - Le fasi iniziali sono di studio con le squadre bloccate, per nulla disposte a scoprirsi.
Il primo sussulto arriva al ventesimo col giovane Bagot che salta due avversari e calcia in porta a botta sicura: Fiorentino è superato ma Citto salva provvidenzialmente sulla linea.
La risposta del Tricase non si fa attendere e un paio di minuti più tardi Manco, dalla distanza, conclude alto sulla traversa.
Perdono palla i padroni di casa sulla trequarti e, sulla ripartenza, Di Gioia si trova nella condizione di battere a rete da buona posizione: bravissimo ancora Citto a rintuzzare la conclusione in angolo.
Il Lucera chiude tutti gli spazi e il Tricase stenta a trovare le trame di gioco che avevano caratterizzato le sue due ultime uscite.
Mister Ciullo prova a dare una scossa ai suoi e inverte le ali. La squadra sembra subito trarne beneficio e imbastisce una serie di azioni di un certo rilievo.
Alla mezz’ora Mitri porge dietro a De Icco che di prima intenzione mette al centro un invitante pallone per l’accorrente Striano, che arriva con un attimo di ritardo.
Al 40' sempre l’intraprendente De Icco calcia lungo un pallone che scavalca la linea della difesa del Lucera; pallone sul quale Striano arriva con poca convinzione e da due passi non inquadra la porta.
Un minuto prima del finale di tempo arriva il vantaggio dei padroni di casa: Corvaglia salta netto Rizzi e dal fondo crossa teso per Striano, forse toccato da un avversario; sulla ribattuta Manco scodella in area la palla e Mascia affossa ingenuamente Ruberto sotto gli occhi del direttore di gara che indica senza esitazione il dischetto. Ruberto trasforma spiazzando Giacobbe che, nel recupero, è chiamato ancora in causa da un insidioso diagonale di Corvaglia.
SECONDO TEMPO - Il Tricase riparte con l’intento di chiudere subito i conti. In apertura, su corner di Mitri, Giannuzzi calcia alto sulla traversa dal limite.
Al 4' bella combinazione sull’asse Mitri-De Icco, con l’esterno che strozza il pallone che diventa un assist per Corvaglia. La conclusione di testa del giovane under si perde di poco sul fondo.
Gli animi si scaldano e l’arbitro, per sedarli, sventola il giallo sulla faccia di Manco e Cannarozzi.
Il Lucera, chiamato a fare la partita, evidenzia tutti i suoi attuali limiti in fase di costruzione. Masturzo è l’unico a rendersi pericoloso in un paio di circostanze svettando di testa nell’area di rigore su situazione di palla inattiva.
L’ultimo episodio degno di nota è una girata alta del sempreverde Mitri.
Nel finale Mister Ciullo si abbottona infoltendo la difesa e il centrocampo e, al triplice fischio dell'arbitro, il risultato non sembra fare nessuna piega.
POST GARA - "Purtroppo durante la settimana ci siamo allenati su campi duri e così, oggi, molti di noi avevano le gambe pesanti. Ciononostante, stringendo i denti, siamo riusciti a portare a casa un risultato fondamentale per la nostra classifica – le parole di Andrea Manco (nella foto a destra), che a fine gara ha lasciato il terreno di gioco con la fascia di capitano ereditata da Orazio Mitri, sostituito nella ripresa.
"Non è stata una bella gara. Le due squadre si sono equivalse e un episodio, come spesso accade nel calcio, ha fatto la differenza - chiosa Mister Ciullo. - Sul calcio di rigore, ritengo che il difensore abbia commesso una grossa ingenuità, perchè Maurizio (Ruberto Ndr) era girato di spalle e avrebbe avuto poche possibilità di giocare con una certa pericolosità la palla...".
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Il Tricase vince di misura e inanella la terza vittoria consecutiva.
La formazione salentina si lancia così verso la salvezza che fino a qualche tempo fa, da queste parti, era considerata solo una chimera.
Ennesimo passo falso invece per il Lucera il cui cammino, nel girone di ritorno, è tutto da dimenticare... (nella foto: il marcatore dell'incontro Maurizio Ruberto)
PRIMO TEMPO - Le fasi iniziali sono di studio con le squadre bloccate, per nulla disposte a scoprirsi.
Il primo sussulto arriva al ventesimo col giovane Bagot che salta due avversari e calcia in porta a botta sicura: Fiorentino è superato ma Citto salva provvidenzialmente sulla linea.
La risposta del Tricase non si fa attendere e un paio di minuti più tardi Manco, dalla distanza, conclude alto sulla traversa.
Perdono palla i padroni di casa sulla trequarti e, sulla ripartenza, Di Gioia si trova nella condizione di battere a rete da buona posizione: bravissimo ancora Citto a rintuzzare la conclusione in angolo.
Il Lucera chiude tutti gli spazi e il Tricase stenta a trovare le trame di gioco che avevano caratterizzato le sue due ultime uscite.
Mister Ciullo prova a dare una scossa ai suoi e inverte le ali. La squadra sembra subito trarne beneficio e imbastisce una serie di azioni di un certo rilievo.
Alla mezz’ora Mitri porge dietro a De Icco che di prima intenzione mette al centro un invitante pallone per l’accorrente Striano, che arriva con un attimo di ritardo.
Al 40' sempre l’intraprendente De Icco calcia lungo un pallone che scavalca la linea della difesa del Lucera; pallone sul quale Striano arriva con poca convinzione e da due passi non inquadra la porta.
Un minuto prima del finale di tempo arriva il vantaggio dei padroni di casa: Corvaglia salta netto Rizzi e dal fondo crossa teso per Striano, forse toccato da un avversario; sulla ribattuta Manco scodella in area la palla e Mascia affossa ingenuamente Ruberto sotto gli occhi del direttore di gara che indica senza esitazione il dischetto. Ruberto trasforma spiazzando Giacobbe che, nel recupero, è chiamato ancora in causa da un insidioso diagonale di Corvaglia.
SECONDO TEMPO - Il Tricase riparte con l’intento di chiudere subito i conti. In apertura, su corner di Mitri, Giannuzzi calcia alto sulla traversa dal limite.
Al 4' bella combinazione sull’asse Mitri-De Icco, con l’esterno che strozza il pallone che diventa un assist per Corvaglia. La conclusione di testa del giovane under si perde di poco sul fondo.
Gli animi si scaldano e l’arbitro, per sedarli, sventola il giallo sulla faccia di Manco e Cannarozzi.
Il Lucera, chiamato a fare la partita, evidenzia tutti i suoi attuali limiti in fase di costruzione. Masturzo è l’unico a rendersi pericoloso in un paio di circostanze svettando di testa nell’area di rigore su situazione di palla inattiva.
L’ultimo episodio degno di nota è una girata alta del sempreverde Mitri.
Nel finale Mister Ciullo si abbottona infoltendo la difesa e il centrocampo e, al triplice fischio dell'arbitro, il risultato non sembra fare nessuna piega.
POST GARA - "Purtroppo durante la settimana ci siamo allenati su campi duri e così, oggi, molti di noi avevano le gambe pesanti. Ciononostante, stringendo i denti, siamo riusciti a portare a casa un risultato fondamentale per la nostra classifica – le parole di Andrea Manco (nella foto a destra), che a fine gara ha lasciato il terreno di gioco con la fascia di capitano ereditata da Orazio Mitri, sostituito nella ripresa."Non è stata una bella gara. Le due squadre si sono equivalse e un episodio, come spesso accade nel calcio, ha fatto la differenza - chiosa Mister Ciullo. - Sul calcio di rigore, ritengo che il difensore abbia commesso una grossa ingenuità, perchè Maurizio (Ruberto Ndr) era girato di spalle e avrebbe avuto poche possibilità di giocare con una certa pericolosità la palla...".

ATLETICO TRICASE
Fiorentino, De Icco, Giannuzzi, Raffaello, Citto, Rizzo, Striano (63' Stefanelli), Manco, Ruberto (83' Ciardo), Mitri (90' Mastria), Corvaglia. A disp. Cesari, Calabrese, Pellegrino, D'Urso.
LUCERA CALCIO
Giacobbe, Di Maggio, Rizzi (61' Salinno), Pepe, Mascia, Masturzo, Bagot (70' Piccirillo), De Stasio (57' Da Bellonio), Cannarozzi, Quaresimale, Di Gioia. A disp. Montuori, Vacca, Porcelli, Pellegrino N.
Arbitro: Palermo di Bari
Marcatori: 44' rig. Ruberto
Ammoniti: Striano, Manco TRI / Rizzi, Mascia, Cannarozzi LUC
Espulsi: nessuno
Victoria Locorotondo - Manduria 2-0
21 febbraio 2010

VICTORIA LOCOROTONDO
Di Vincenzo, Lisi A., De Blasio, Tridente, Zaccaro, Liso (91' Diamante), Serri (76' Buzzacchino), Cassano, Dell'Oglio, De Tommaso, Laneve (88' Ippolito). A disp: Suriano, Convertini, Barnaba, Lisi G.
MANDURIA SPORT
Negro, Ancora, Dilonardo, Buono (46' Destratis), Potì, Cocciolo, Cimino (46' Micca), Calò, De Nicola, Amadu (69' Ferrara), Coccioli. A disp: Pecoraro, Papa, Rosciglione, Leo.
Arbitro: De Leo di Molfetta
Marcatori: 24' De Tommaso, 47' De Tommaso
Ammoniti: Lisi A., Cassano, Tridente, Zaccaro LOC / Coccioli MAN
Espulsi: 66' Potì (MAN) per doppia ammonizione
NOTE: Spettatori: 300 ca. con rappresentanza ospite. Angoli: 5 – 3 per il Locorotondo
di GIOVANNI GULLI+PP2.jpg)
Sconfitta senza attenuanti per il Manduria, apparso svagato e privo della giusta concentrazione, mentre il Locorotondo conquista tre punti d'oro e comincia una risalita in classifica in proiezione salvezza, scavalcando il Maglie, sconfitto in casa dal Cerignola.
Bruno schiera il tridente offensivo con De Nicola al centro, Coccioli a sinistra e Cimino a destra, mentre il Locorotondo appare con un compatto 4-4-2 che alla fine risulterà più che incisivo, pronto a raddoppiare le marcature sui biancoverdi ospiti e ad anticiparli sistematicamente al momento del possesso palla (nella foto in alto: Sergio De Tommaso, autore di entrambi i gol itriani).
PRIMO TEMPO - Dopo un'iniziale fase di studio, rompe gli indugi il Manduria che al 16' punge con De Nicola che dal limite impegna centralmente Di Vincenzo che blocca a terra.
Poi comincia lo show dei padroni di casa. Al 18' Dell'Oglio mette al centro dalla destra e Serri viene anticipato da Buono all'ultimo istante.
La determinazione dei baresi ha decisamente la meglio sulla poca convinzione dei calciatori manduriani.
La dimostrazione la si ha in pratica con la ricerca costante, da parte dei padroni di casa, dei calci franchi, trappola nella quale i calciatori ospiti cadono puntualmente. Al 20' Dell'Oglio impegna severamente Negro che spedisce in angolo, alzando la palla sulla traversa, una punizione dal limite del numero nove di casa.
E' l'antipasto del vantaggio rossoazzurro. Al 24' ci pensa De Tommaso dai 25 metri. Il suo tiro incoccia la gamba di un difensore che spiazza Negro che può solo guardare la palla finire in rete.
Il Manduria stenta a ritrovarsi e Cassano al 31' trova il tempo per alzare di poco la conclusione.
Finale con un brivido, però, per i padroni di casa. Coccioli al 49', a seguito di un contrasto con un avversario, recupera un pallone sulla trequarti del Locorotondo e lo serve a destra a De Nicola il quale, al momento della battuta, si fa rimontare da un difensore che mette la sfera in angolo.
SECONDO TEMPO - Ad inizio di ripresa, Bruno tenta il tutto per tutto inserendo Micca per Cimino e Destratis per Buono, passando di fatto ad un 4-2-4 .
Nemmeno il tempo di sistemarsi sul terreno di gioco che il Locorotondo raddoppia. Azione da calcio d'angolo sulla destra, rinvio della difesa sul fronte opposto, palla rimessa nel mucchio dal quale emerge la gamba di De Tommaso che da terra riesce ad intercettare ed alzare la sfera mettendola sotto l'incrocio.
Il Manduria, tramortito dal secondo gol dei baresi, non riesce proprio a trovare una seppur minima geometria di gioco. La sensazione che si ha in tribuna è che la squadra sia andata in confusione, più mentale che tattica, al punto che nessuno degli attaccanti schierati (ben quattro) riesce a trovare la porta.
Per onestà di cronaca l'unico a non arrendersi all'esito della contesa che va maturando è Coccioli che al 19' prova ad incunearsi in area centralmente e ad impensierire Di Vincenzo che blocca la conclusione del numero undici di Bruno.
In pratica, questo è l'unico acuto del Manduria da qui sino alla fine. Il resto è solo Locorotondo.
Al 21' un'iniziativa di De Blasio sulla destra si conclude con la parata di Negro in due tempi.
Tre minuti dopo De Tommaso mette palla al centro dove un liberissimo Zaccaro costringe Negro a superarsi, deviando il pallone in angolo.
Nel contempo il Manduria resta anche in dieci per l'espulsione di un nervoso Potì che si guadagna il secondo giallo e costringe il suo allenatore, Bruno, a togliere un evanescente Amadu per un difensore, Ferrara.
Al 28' il Locorotondo insiste in avanti, potendo disporre di grandi spazi, specie sul proprio fronte destro di attacco. Serri in contropiede cerca il tris ma, giunto davanti a Negro, alza troppo la mira.
Al 34' De Tommaso impegna ancora Negro con un colpo di testa, costringendo il portierone manduriano, il migliore dei suoi insieme a Coccioli, a tuffarsi sulla propria destra per mettere il pallone in angolo.
Azione fotocopia al 38' ma la conclusione termina alta di poco.
Il film delle emozioni della gara odierna si chiude al 43' con un calcio piazzato dal vertice sinistro dell'area con De Blasio che manda il pallone di poco alto alla sinistra di Negro.
POST GARA - Nel post partita registriamo le scuse per la prestazione odierna rivolte personalmente, a nome della società e della squadra, dal presidente del Manduria, Dott. Giannini, agli impagabili tifosi messapici, giunti anche oggi in discreto numero in valle d'Itria, e che hanno sostenuto fino alla fine i propri beniamini.
Al presidente fa eco, in maniera decisamente più incisiva, il tecnico del Manduria, Gigi Bruno. “Se non ci si allena bene durante la settimana, i risultati sono questi”, sbotta l'allenatore biancoverde. “Abbiamo fatto la partita più brutta della stagione”, aggiunge e, ad onor del vero, non possiamo non essere d'accordo con lui e ci chiediamo: dov'è finita la squadra ammirata per quasi tutto il girone di andata?
A questo punto, una considerazione si impone. In questo momento della stagione, a salvezza ancora non acquisita, certo che sarebbe veramente pericoloso per il Manduria cadere in una fase di rilassatezza, cosa che proprio i calciatori sembrano invece aver manifestato nella gara odierna. La matematica ancora non garantisce ai messapici la permanenza in eccellenza e i risultati maturati oggi e che andranno maturando presumibilmente nelle prossime giornate, viste ormai le situazioni compromesse di Maglie e Altamura, devono far tenere alta la guardia a tutto l'ambiente, cosa sulla quale siamo certi che sia la società che lo staff tecnico punteranno l'attenzione al momento della ripresa degli allenamenti.
Da ultimo, una considerazione sul Locorotondo. L'impressione avuta già nella gara di andata e l'osservazione di altre squadre che hanno incrociato il Manduria fino ad oggi, generano una certa sorpresa nel constatare la posizione di classifica della squadra barese, specie se messa a raffronto con quelle che altre compagini occupano in zona playoff, direttamente o a ridosso. Agli uomini di Losacco va fatto un plauso per la determinazione che hanno messo in campo oggi e con la quale riteniamo possano auspicare legittimamente alla salvezza.
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Sconfitta senza attenuanti per il Manduria, apparso svagato e privo della giusta concentrazione, mentre il Locorotondo conquista tre punti d'oro e comincia una risalita in classifica in proiezione salvezza, scavalcando il Maglie, sconfitto in casa dal Cerignola.
Bruno schiera il tridente offensivo con De Nicola al centro, Coccioli a sinistra e Cimino a destra, mentre il Locorotondo appare con un compatto 4-4-2 che alla fine risulterà più che incisivo, pronto a raddoppiare le marcature sui biancoverdi ospiti e ad anticiparli sistematicamente al momento del possesso palla (nella foto in alto: Sergio De Tommaso, autore di entrambi i gol itriani).
PRIMO TEMPO - Dopo un'iniziale fase di studio, rompe gli indugi il Manduria che al 16' punge con De Nicola che dal limite impegna centralmente Di Vincenzo che blocca a terra.
Poi comincia lo show dei padroni di casa. Al 18' Dell'Oglio mette al centro dalla destra e Serri viene anticipato da Buono all'ultimo istante.
La determinazione dei baresi ha decisamente la meglio sulla poca convinzione dei calciatori manduriani.
La dimostrazione la si ha in pratica con la ricerca costante, da parte dei padroni di casa, dei calci franchi, trappola nella quale i calciatori ospiti cadono puntualmente. Al 20' Dell'Oglio impegna severamente Negro che spedisce in angolo, alzando la palla sulla traversa, una punizione dal limite del numero nove di casa.
E' l'antipasto del vantaggio rossoazzurro. Al 24' ci pensa De Tommaso dai 25 metri. Il suo tiro incoccia la gamba di un difensore che spiazza Negro che può solo guardare la palla finire in rete.
Il Manduria stenta a ritrovarsi e Cassano al 31' trova il tempo per alzare di poco la conclusione.
Finale con un brivido, però, per i padroni di casa. Coccioli al 49', a seguito di un contrasto con un avversario, recupera un pallone sulla trequarti del Locorotondo e lo serve a destra a De Nicola il quale, al momento della battuta, si fa rimontare da un difensore che mette la sfera in angolo.
SECONDO TEMPO - Ad inizio di ripresa, Bruno tenta il tutto per tutto inserendo Micca per Cimino e Destratis per Buono, passando di fatto ad un 4-2-4 .
Nemmeno il tempo di sistemarsi sul terreno di gioco che il Locorotondo raddoppia. Azione da calcio d'angolo sulla destra, rinvio della difesa sul fronte opposto, palla rimessa nel mucchio dal quale emerge la gamba di De Tommaso che da terra riesce ad intercettare ed alzare la sfera mettendola sotto l'incrocio.
Il Manduria, tramortito dal secondo gol dei baresi, non riesce proprio a trovare una seppur minima geometria di gioco. La sensazione che si ha in tribuna è che la squadra sia andata in confusione, più mentale che tattica, al punto che nessuno degli attaccanti schierati (ben quattro) riesce a trovare la porta.
Per onestà di cronaca l'unico a non arrendersi all'esito della contesa che va maturando è Coccioli che al 19' prova ad incunearsi in area centralmente e ad impensierire Di Vincenzo che blocca la conclusione del numero undici di Bruno.
In pratica, questo è l'unico acuto del Manduria da qui sino alla fine. Il resto è solo Locorotondo.
Al 21' un'iniziativa di De Blasio sulla destra si conclude con la parata di Negro in due tempi.
Tre minuti dopo De Tommaso mette palla al centro dove un liberissimo Zaccaro costringe Negro a superarsi, deviando il pallone in angolo.
Nel contempo il Manduria resta anche in dieci per l'espulsione di un nervoso Potì che si guadagna il secondo giallo e costringe il suo allenatore, Bruno, a togliere un evanescente Amadu per un difensore, Ferrara.
Al 28' il Locorotondo insiste in avanti, potendo disporre di grandi spazi, specie sul proprio fronte destro di attacco. Serri in contropiede cerca il tris ma, giunto davanti a Negro, alza troppo la mira.
Al 34' De Tommaso impegna ancora Negro con un colpo di testa, costringendo il portierone manduriano, il migliore dei suoi insieme a Coccioli, a tuffarsi sulla propria destra per mettere il pallone in angolo.
Azione fotocopia al 38' ma la conclusione termina alta di poco.
Il film delle emozioni della gara odierna si chiude al 43' con un calcio piazzato dal vertice sinistro dell'area con De Blasio che manda il pallone di poco alto alla sinistra di Negro.
POST GARA - Nel post partita registriamo le scuse per la prestazione odierna rivolte personalmente, a nome della società e della squadra, dal presidente del Manduria, Dott. Giannini, agli impagabili tifosi messapici, giunti anche oggi in discreto numero in valle d'Itria, e che hanno sostenuto fino alla fine i propri beniamini.
Al presidente fa eco, in maniera decisamente più incisiva, il tecnico del Manduria, Gigi Bruno. “Se non ci si allena bene durante la settimana, i risultati sono questi”, sbotta l'allenatore biancoverde. “Abbiamo fatto la partita più brutta della stagione”, aggiunge e, ad onor del vero, non possiamo non essere d'accordo con lui e ci chiediamo: dov'è finita la squadra ammirata per quasi tutto il girone di andata?
A questo punto, una considerazione si impone. In questo momento della stagione, a salvezza ancora non acquisita, certo che sarebbe veramente pericoloso per il Manduria cadere in una fase di rilassatezza, cosa che proprio i calciatori sembrano invece aver manifestato nella gara odierna. La matematica ancora non garantisce ai messapici la permanenza in eccellenza e i risultati maturati oggi e che andranno maturando presumibilmente nelle prossime giornate, viste ormai le situazioni compromesse di Maglie e Altamura, devono far tenere alta la guardia a tutto l'ambiente, cosa sulla quale siamo certi che sia la società che lo staff tecnico punteranno l'attenzione al momento della ripresa degli allenamenti.
Da ultimo, una considerazione sul Locorotondo. L'impressione avuta già nella gara di andata e l'osservazione di altre squadre che hanno incrociato il Manduria fino ad oggi, generano una certa sorpresa nel constatare la posizione di classifica della squadra barese, specie se messa a raffronto con quelle che altre compagini occupano in zona playoff, direttamente o a ridosso. Agli uomini di Losacco va fatto un plauso per la determinazione che hanno messo in campo oggi e con la quale riteniamo possano auspicare legittimamente alla salvezza.

VICTORIA LOCOROTONDO
Di Vincenzo, Lisi A., De Blasio, Tridente, Zaccaro, Liso (91' Diamante), Serri (76' Buzzacchino), Cassano, Dell'Oglio, De Tommaso, Laneve (88' Ippolito). A disp: Suriano, Convertini, Barnaba, Lisi G.
MANDURIA SPORT
Negro, Ancora, Dilonardo, Buono (46' Destratis), Potì, Cocciolo, Cimino (46' Micca), Calò, De Nicola, Amadu (69' Ferrara), Coccioli. A disp: Pecoraro, Papa, Rosciglione, Leo.
Arbitro: De Leo di Molfetta
Marcatori: 24' De Tommaso, 47' De Tommaso
Ammoniti: Lisi A., Cassano, Tridente, Zaccaro LOC / Coccioli MAN
Espulsi: 66' Potì (MAN) per doppia ammonizione
NOTE: Spettatori: 300 ca. con rappresentanza ospite. Angoli: 5 – 3 per il Locorotondo
Nardo' - Castellana 2-1
Il match dai due punti di vista
▼ DAGLI SPALTI GRANATA
21 febbraio 2010
di LORENZO FALANGONE
Dieci minuti o poco più. Eccolo il lasso di tempo che il Toro impiega per archiviare la pratica Castellana.
La benzina non è infinita, dopo la faticosa vittoria in Coppa Italia, tanto vale premere subito sull’acceleratore per poi arrivare al traguardo in riserva.
Se a questo aggiungi che il Castellana è costretto a giocare l’intero match in dieci uomini allora il meccanismo riesce anche più facile.
Il tecnico Longo schiera i suoi con uno spregiudicato 4-2-4 con i soli Irace e Tartaglia a presidiare la linea mediana; dall’altra parte mister De Luca si affida all’estro di Testone e al senso del gol di Salvati.
PRIMO TEMPO - Terzo minuto: il numero uno biancazzurro Laguardia stende Parlacino diretto verso la porta, cartellino rosso per il portiere e ingresso in campo del secondo Petruzzelli per capitan Laporta.
Brutto impatto del neo entrato con il match: dagli sviluppi della punizione infatti, Calabuig lo scavalca con un dolce pallonetto. Vantaggio granata. (nella foto: il momento del gol - W. Macorano)
Al 12’ sull’asse Turitto-Di Rito nasce il raddoppio: assist smarcante del primo e tiro a incrociare preciso del punteros argentino. Nardò-Castellana 2-0.
Longo appare compiaciuto, il modulo sperimentato offre i risultati sperati.
I granata avrebbero anche l’opportunità di infliggere il colpo di grazia ma Turitto di testa non inquadra lo specchio.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa il Toro amministra il doppio vantaggio, preoccupandosi più del cronometro che della pericolosità degli avversari.
Raponi, al 58', sfiora di testa il terzo gol.
L’indicatore della benzina dei granata inizia a lampeggiare, appaiono evidenti segni di stanchezza, logica conseguenza i baresi prendono coraggio e vanno vicini alla rete con il colpo di testa di Fumarola, ben servito da Testone.
Le sortite degli ospiti consistono in una serie di calci d’angolo non sfruttati a dovere.
Il gol biancazzurro arriva su un liscio di Raponi che consente a Salvati di involarsi verso Cottet e trafiggerlo con facilità.
È una rete che alimenta le speranze di pareggio dei baresi, ma il tempo a disposizione è esiguo e la vittoria è appannaggio granata.
Altri tre punti in cascina dunque per il Nardò, tuttavia i risultati che provengono dagli altri campi non sono confortanti: vincono tutte e tre le dirette inseguitrici. Il Molfetta espugna Bisceglie, 3-2 del Terlizzi nella trasferta di Altamura e successo anche del Trani in quel di Taurisano.
La lotta per la promozione è ancora lunga: prossima battaglia per i granata domenica prossima, in terra barese, contro il temibile Terlizzi.
▼ DAGLI SPALTI NEROSTELLATI
21 febbraio 2010
di GRAZIA INTINI
Dopo 11 risulti utili consecutivi, l'ASD Castellana non riesce ad espugnare il campo di Nardò e perde 2-1 contro la capolista nella ventottesima giornata del campionato d'Eccellenza pugliese.
Mister De Luca manda in campo tra i pali Laguardia, in difesa Fumarola, Frascati, Didonna e Vatalaro, a centrocampo Zonno, Abbrescia, Testone e Laporta, in attacco Salvati e Gogoni.
▼ DAGLI SPALTI GRANATA
21 febbraio 2010
di LORENZO FALANGONE
Dieci minuti o poco più. Eccolo il lasso di tempo che il Toro impiega per archiviare la pratica Castellana.La benzina non è infinita, dopo la faticosa vittoria in Coppa Italia, tanto vale premere subito sull’acceleratore per poi arrivare al traguardo in riserva.
Se a questo aggiungi che il Castellana è costretto a giocare l’intero match in dieci uomini allora il meccanismo riesce anche più facile.
Il tecnico Longo schiera i suoi con uno spregiudicato 4-2-4 con i soli Irace e Tartaglia a presidiare la linea mediana; dall’altra parte mister De Luca si affida all’estro di Testone e al senso del gol di Salvati.
PRIMO TEMPO - Terzo minuto: il numero uno biancazzurro Laguardia stende Parlacino diretto verso la porta, cartellino rosso per il portiere e ingresso in campo del secondo Petruzzelli per capitan Laporta.
Brutto impatto del neo entrato con il match: dagli sviluppi della punizione infatti, Calabuig lo scavalca con un dolce pallonetto. Vantaggio granata. (nella foto: il momento del gol - W. Macorano)
Al 12’ sull’asse Turitto-Di Rito nasce il raddoppio: assist smarcante del primo e tiro a incrociare preciso del punteros argentino. Nardò-Castellana 2-0.
Longo appare compiaciuto, il modulo sperimentato offre i risultati sperati.
I granata avrebbero anche l’opportunità di infliggere il colpo di grazia ma Turitto di testa non inquadra lo specchio.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa il Toro amministra il doppio vantaggio, preoccupandosi più del cronometro che della pericolosità degli avversari.
Raponi, al 58', sfiora di testa il terzo gol.
L’indicatore della benzina dei granata inizia a lampeggiare, appaiono evidenti segni di stanchezza, logica conseguenza i baresi prendono coraggio e vanno vicini alla rete con il colpo di testa di Fumarola, ben servito da Testone.
Le sortite degli ospiti consistono in una serie di calci d’angolo non sfruttati a dovere.
Il gol biancazzurro arriva su un liscio di Raponi che consente a Salvati di involarsi verso Cottet e trafiggerlo con facilità.
È una rete che alimenta le speranze di pareggio dei baresi, ma il tempo a disposizione è esiguo e la vittoria è appannaggio granata.
Altri tre punti in cascina dunque per il Nardò, tuttavia i risultati che provengono dagli altri campi non sono confortanti: vincono tutte e tre le dirette inseguitrici. Il Molfetta espugna Bisceglie, 3-2 del Terlizzi nella trasferta di Altamura e successo anche del Trani in quel di Taurisano.
La lotta per la promozione è ancora lunga: prossima battaglia per i granata domenica prossima, in terra barese, contro il temibile Terlizzi.
▼ DAGLI SPALTI NEROSTELLATI
21 febbraio 2010
di GRAZIA INTINI
Dopo 11 risulti utili consecutivi, l'ASD Castellana non riesce ad espugnare il campo di Nardò e perde 2-1 contro la capolista nella ventottesima giornata del campionato d'Eccellenza pugliese.Mister De Luca manda in campo tra i pali Laguardia, in difesa Fumarola, Frascati, Didonna e Vatalaro, a centrocampo Zonno, Abbrescia, Testone e Laporta, in attacco Salvati e Gogoni.
PRIMO TEMPO - A penalizzare la formazione ospite l'espulsione del portiere Laguardia già dal 3' del primo tempo, a causa di un’uscita avventata fuori dall’area di rigore che lo porta a commettere fallo da ultimo uomo.
De Luca è quindi costretto a rimodulare la disposizione in campo, dove fa il suo ingresso il portiere Petruzzelli, Laporta esce e cede la fascia da capitano a Didonna, Gogoni si sposta sulla fascia di centrocampo e Salvati resta l’unica punta.
Dalla punizione battuta per il fallo di Laguardia, nasce la rete del vantaggio del Nardò ad opera di Calabuig, che dopo una serie di ribattute in area di rigore, con un pallonetto segna.
Il raddoppio dei neretini arriva solo dopo 5 minuti: Di Rito dall’angolo destro dell’area di rigore fa partire un forte diagonale e insacca alle spalle di Petruzzelli.
Il resto della partita si rivela privo di emozioni.
Il Castellana nel primo tempo riesce solo in due occasioni ad arrivare in area avversaria, il Nardò, invece, ci riprova ancora al 33’ con De Padova che crossa in area per Turitto, che di testa colpisce oltre il palo.
SECONDO TEMPO - Al 12' del secondo tempo Irace batte la punizione dall’esterno destro dell’area di rigore, Raponi prova a schiacciare di testa, ma il tiro finisce fuori.
SECONDO TEMPO - Al 12' del secondo tempo Irace batte la punizione dall’esterno destro dell’area di rigore, Raponi prova a schiacciare di testa, ma il tiro finisce fuori.
Da questo momento il Castellana prova a reagire, sfruttando la stanchezza degli avversari: al 27’ il colpo di testa di Fumarola, a seguito della punizione battuta da Testone vicino la bandierina del calcio d’angolo, finisce fuori.
Al 39’, invece, arriva la rete che accorcia le distanze, Salvati approfitta di un rinvio sbagliato da parte della difesa del Nardò, si avventa verso la porta e con un preciso diagonale trafigge Cottet e segna la sua seconda rete in 3 partite.
L'ASD Castellana perde quindi con la capolista, squadra costruita per aggiudicarsi il campionato, giocando in 10 già dai primi minuti dal fischio d'inizio e cede nuovamente al vincente Copertino la quinta posizione in classifica, portandosi ad un punto dalla stessa.
L'ASD Castellana perde quindi con la capolista, squadra costruita per aggiudicarsi il campionato, giocando in 10 già dai primi minuti dal fischio d'inizio e cede nuovamente al vincente Copertino la quinta posizione in classifica, portandosi ad un punto dalla stessa.

NARDO' CALCIO
Cottet, De Padova, Contessa (65’ De Donno), Tartaglia, Calabuig (81’ Massarelli), Raponi, Montaldi, Parlacino, Di Rito (71’ Veron), Irace, Turitto. A disp.: Bassi, Colletta, Frascolla, Moreno
CASTELLANA
Laguardia, Fumarola, Frascati, Abbrescia, Didonna, Vatalaro (46’ Mastellone), Zonno, Laporta (4’ Petruzzelli), Salvati, Testone, Gogoni (68’ Antonicelli). A disp.: Ippolito, Luceri, Gentile, Primavera
Arbitro: Mazzei di Brindisi
Marcatori: 6’ Calabuig NAR, 11’ Di Rito NAR, 84’ Salvati CAS
Ammoniti: Irace NAR / Testone, Didonna CAS
Espulsi: 3’ Laguardia (CAS) per fallo da ultimo uomo
Bisceglie - Liberty Molfetta 2-3 *FOTO*
Il derby dai due punti di vista
▼ DAGLI SPALTI NERAZZURRI
21 febbraio 2010
di ALESSANDRO CIANI PASSERI
Clamorosa e rocambolesca, non si potrebbe definire altrimenti la sconfitta rimediata questo pomeriggio dal Bisceglie Calcio nel derby contro il Liberty Molfetta.
Un match molto maschio, spigoloso, ma comunque corretto e ricco di episodi chiave che ne hanno caratterizzato e alla fine deciso il match.
Il Bisceglie ha condotto e diretto il gioco per tutta la gara, mettendo in seria difficoltà i più quotati avversari e riuscendo a passare in vantaggio per ben due occasioni, prima di capitolare per due grossolani errori dell'estremo di casa Moschetto, subentrato nella seconda frazione al giovane Leuci e capitato in una giornata davvero da dimenticare (nella foto: Moschetto esce dal campo in lacrime consolato da compagni ed avversari - S. Porcelli).
Una sconfitta che ora costringe i nerazzurri a guardarsi alle spalle da una zona Play Out che sembra tutt'altro che uno spauracchio a causa della concomitante vittoria del Tricase (sestultimo) ora distante appena quattro lunghezze.
Eppure, come spesso accaduto in questo girone di ritorno, il Bisceglie non dispiace per generosità e cuore in campo; ma purtroppo alcuni episodi sfavorevoli hanno costretto i nerazzurri a lasciare l'intera posta in palio e dei punti che sarebbero stati pesantissimi.
Davanti ad oltre 700 spettatori, quasi tutti assiepati per l'occasione in Tribuna, e senza nessun tifoso ospite per rispetto del divieto imposto dalla Prefettura di Bari le due squadre sono scese in campo entrambe con l'obiettivo di centrare la vittoria.
Il tecnico biscegliese Di Corato recupera Diliso e Tritta, regolarmente in campo nei loro rispettivi ruoli, ma deve fare a meno dei giovani Bufi e Colapietro; in porta c'è il giovane Leuci preferito a Moschetto, con quindi ben 4 under in campo.
Nel Liberty, sconfitta in settimana dal Nardò in finale di Coppa Italia, non c'è nè Ingrosso (presente nei distinti e pesantemente contestato dai tifosi nerazzurri) nè Carteni, mentre in attacco viene dato spazio al duo formato da Uva e Suarez.
PRIMO TEMPO - Pronti via e il Bisceglie passa subito in vantaggio all' 8' grazie ad una magistrale punizione battuta dal difensore centrale Roberto Lasalandra.
Il Bisceglie è grintoso sui portatori di palla biancorossi che soffrono il pressing di Malerba e compagni.
Al 12' il Molfetta ci prova con Bennardo che sottoporta manda alto un ottimo pallone.
Al 20' Diliso lancia Tritta, ancora in non perfette condizioni, ma il numero 10 stellato non aggancia a due passi dalla linea di porta.
Al 31' Malerba crossa dalla destra colpo di testa di Di Pinto che manda alto.
Il volenteroso Bisceglie lotta su tutti i palloni con grinta e determinazione seppur pecca di precisione in alcune occasioni in mediana e in difesa. Su una palla persa a centrocampo, Monticelli si fionda in area verso Leuci, ma quest'ultimo è miracoloso nel bloccarlo al momento del tiro. Sul susseguente rinvio corto del giovane portiere stellato, Suarez recupera palla, entra in area ma cade a terra dopo uno sgambetto di Malerba. Per il direttore di gara, il romano Timpani, è calcio di rigore che Uva trasforma portando i suoi sull´1-1.
La prima frazione si chiude con un'occasionissima per Di Pinto che confeziona una palla goal sventata miracolosamente da Affinito.
SECONDO TEMPO - Nell'intervallo l'estremo nerazzurro Leuci accusa un malore ed è costretto a lasciare il campo facendo spazio a Moschetto.
Dopo una bella girata al volo di Di Pinto che si spegne al lato, la gara si rimette in discesa per i nerazzurri quando lo stesso numero 11 stellato viene steso in area da Carlucci al 12': rigore che si incarica di battere e trasformare il bomber originario di Barletta, al suo undicesimo centro stagionale.
Il Molfetta, punto nell'orgoglio, cerca di alzare il baricentro buttandosi in avanti. Il Bisceglie regge con ordine cercando delle rapide ripartenze in contropiede con Di Pinto e il neo entrato Romito (entrato al posto dello sfortunato Tritta, colpito duro).
Al 21' però un innocuo cross di Sisalli dalla destra coglie impreparata la retroguardia nerazzurra, Moschetto compreso, con la palla che si insacca incredibilmente in rete.
Ma il peggio purtroppo deve ancora arrivare.
Al 31' Moschetto sbaglia clamorosamente il rinvio servendo la palla sui piedi di De Porras che brucia i suoi marcatori e scarica in rete il goal vittoria per la Liberty.
Increduli i tifosi di casa e gli atleti in campo, con i nerazzurri che si trovano incredibilmente sotto per la prima volta durante l'arco della partita e dopo aver condotto il match. La rete pesa come un macigno sul morale dei nerazzurri e su quello del numero 12 nerazzurro.
Da quel momento non succede più nulla, con il match che si chiuderà con la vittoria degli ospiti e con l'estremo biscegliese Moschetto in lacrime consolato dai suoi compagni e dai giocatori avversari.
▼ DAGLI SPALTI BIANCOROSSI
21 febbraio 2010
di GIUSEPPE FACCHINI
Ritornare a vincere per dimenticare la sconfitta in Coppa e continuare la rincorsa al primato del Nardò. Alla richiesta di riprendere bene la propria avventura in campionato il Liberty Molfetta ha risposto in maniera positiva, battendo il Bisceglie anche se con non poche difficoltà (nella foto: una fase del match - S. Porcelli).
Un derby ad alta tensione. Questo lo si sapeva già dalla vigilia tanto che il Prefetto di Bari ha impedito la trasferta biscegliese ai tifosi biancorossi, ma non è bastato. Il fanatismo ha cercato di giocare la sua partita anche oggi e così è successo che un gruppo di tifosi (se così si possono chiamare) costringono la rappresentanza libertina, composta da giocatori indisponibili e dirigenti, a guardare la partita non dagli spalti, né dalla gradinata, ma da un angolino del terreno di gioco dove, almeno lì, nessuno avrebbe fatto minacce di alcun tipo.
Beppe Ingrosso, ex tanto osannato a Bisceglie quanto visto ora come un traditore, si è sentito gridare di tutto, rischiando anche qualche “incontro del terzo tipo” con alcuni biscegliesi per nulla rassegnati al suo addio. È volato qualche schiaffo, ma alla fine al peggio non si è arrivati.
In campo, senza mezza difesa, Nicola Di Leo ha dovuto schierare Menga e Carlucci davanti ad Affinito e insieme a Visceglia e Bennardo in retroguardia. A centrocampo si è rivisto dal primo minuto Francesco Bitetto, mentre in avanti ancora fiducia al duo Uva-Suarez.
La gara è stata certamente divertente e ricca di emozioni, culminati alla fine con una papera colossale del secondo portiere nerazzurro Moschetto che ha consegnato su un piatto d’argento il golden goal a De Porras, in campo nella ripresa per l’infortunato Uva.
Il ritardo dai neretini è sempre di tre lunghezze, ma non è ancora detta l’ultima, sebbene la compagine granata riesca a vincere anche contro squadre insidiose come il Castellana.
Ma ecco la sintesi della partita odierna del “G. Ventura”.
PRIMO TEMPO - Dopo appena otto minuti il match si mette già tutto in salita per il Liberty. Lasalandra batte Affinito con un bel calcio di punizione da fuori e Bisceglie subito in vantaggio.
Il colpo ricevuto non demoralizza il Molfetta e al 13’ Bennardo ha la possibilità di pareggiare i conti, ma da pochi passi dalla linea di porta il suo è un tiraccio che finisce altissimo.
Al 32’ Di Pinto per poco non approfitta di un’incertezza del numero uno biancorosso in uscita e spara alto, mentre al 38’ Monticelli fa tutto bene in fase di preparazione ma si fa anticipare dal portiere biscegliese Leuci in uscita.
Passa un minuto e Suarez va giù in area di rigore nerazzurra. Il Sig. Timpani di Roma non ha dubbi e concede il penalty al Liberty. Uva dagli undici metri non sbaglia e il risultato torna in parità.
Al 45’ Affinito è costretto agli straordinari su un Di Pinto in giornata ed evita la rete avversaria come meglio può, dopo che lo stesso numero 11 biscegliese è stato bravo a sospendere la difesa libertina.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa mister Di Corato cambia Leuci con Moschetto tra i pali e mossa meno felice non poteva esserci.
Eppure, al 7’ Di Pinto al volo facendo quasi la barba al palo creando paura nella difesa molfettese, mentre al 12’ si fa abbattere da Carlucci in area e guadagna un calcio di rigore. A dirla tutta il contatto è parso molto dubbio, ma, in ogni modo, lo stesso bomber di casa gonfia la rete e riporta i suoi in avanti.
Al 20’ Monticelli perde l’attimo giusto per battere a rete da posizione favorevole e si fa anticipare da Malerba e Moschetto. Sul calcio d’angolo seguente Menga batte corto verso Sisalli che, con un tiro-cross sul quale nessuno tocca la palla, rimette in gara il Molfetta. È il momentaneo 2-2.
Al 31’ De Porras cerca la gloria personale con un pallonetto dal limite ma senza successo.
Nella seguente rimessa in gioco coi piedi, Moschetto anziché gettare la sfera il più lontano possibile la regala allo stesso attaccante italo-argentino, il quale, resistendo alla carica di due difensori, realizza il goal-vittoria.
Non succede più nulla se non l’abbraccio, dopo il triplice fischio, di compagni ed avversari al numero dodici di casa, visibilmente amareggiato per l’errore decisivo e per i cori poco incoraggianti del suo pubblico.
POST GARA - “Tre punti importanti per restare sulla scia del Nardò”. Questo il commento del DT molfettese Emanuele Belviso. “C’era un po’ di stanchezza per la partita di giovedì, ma alla fine bisogna fare i complimenti a tutti i ragazzi per aver vinto una gara così importante. Fortunati? Nella finale di Coppa Italia abbiamo regalato noi due goal agli avversari ed abbiamo perso. Nel calcio e nella vita capita a chiunque di sbagliare, ma, lo ripeto, il merito di questi tre punti è soprattutto il nostro che ci abbiamo creduto fino alla fine ed abbiamo cercato con tutte le nostre forze di vincere”.
▼ DAGLI SPALTI NERAZZURRI
21 febbraio 2010
di ALESSANDRO CIANI PASSERI
Un match molto maschio, spigoloso, ma comunque corretto e ricco di episodi chiave che ne hanno caratterizzato e alla fine deciso il match.
Il Bisceglie ha condotto e diretto il gioco per tutta la gara, mettendo in seria difficoltà i più quotati avversari e riuscendo a passare in vantaggio per ben due occasioni, prima di capitolare per due grossolani errori dell'estremo di casa Moschetto, subentrato nella seconda frazione al giovane Leuci e capitato in una giornata davvero da dimenticare (nella foto: Moschetto esce dal campo in lacrime consolato da compagni ed avversari - S. Porcelli).
Una sconfitta che ora costringe i nerazzurri a guardarsi alle spalle da una zona Play Out che sembra tutt'altro che uno spauracchio a causa della concomitante vittoria del Tricase (sestultimo) ora distante appena quattro lunghezze.
Eppure, come spesso accaduto in questo girone di ritorno, il Bisceglie non dispiace per generosità e cuore in campo; ma purtroppo alcuni episodi sfavorevoli hanno costretto i nerazzurri a lasciare l'intera posta in palio e dei punti che sarebbero stati pesantissimi.
Davanti ad oltre 700 spettatori, quasi tutti assiepati per l'occasione in Tribuna, e senza nessun tifoso ospite per rispetto del divieto imposto dalla Prefettura di Bari le due squadre sono scese in campo entrambe con l'obiettivo di centrare la vittoria.
Il tecnico biscegliese Di Corato recupera Diliso e Tritta, regolarmente in campo nei loro rispettivi ruoli, ma deve fare a meno dei giovani Bufi e Colapietro; in porta c'è il giovane Leuci preferito a Moschetto, con quindi ben 4 under in campo.
Nel Liberty, sconfitta in settimana dal Nardò in finale di Coppa Italia, non c'è nè Ingrosso (presente nei distinti e pesantemente contestato dai tifosi nerazzurri) nè Carteni, mentre in attacco viene dato spazio al duo formato da Uva e Suarez.
PRIMO TEMPO - Pronti via e il Bisceglie passa subito in vantaggio all' 8' grazie ad una magistrale punizione battuta dal difensore centrale Roberto Lasalandra.
Il Bisceglie è grintoso sui portatori di palla biancorossi che soffrono il pressing di Malerba e compagni.
Al 12' il Molfetta ci prova con Bennardo che sottoporta manda alto un ottimo pallone.
Al 20' Diliso lancia Tritta, ancora in non perfette condizioni, ma il numero 10 stellato non aggancia a due passi dalla linea di porta.
Al 31' Malerba crossa dalla destra colpo di testa di Di Pinto che manda alto.
Il volenteroso Bisceglie lotta su tutti i palloni con grinta e determinazione seppur pecca di precisione in alcune occasioni in mediana e in difesa. Su una palla persa a centrocampo, Monticelli si fionda in area verso Leuci, ma quest'ultimo è miracoloso nel bloccarlo al momento del tiro. Sul susseguente rinvio corto del giovane portiere stellato, Suarez recupera palla, entra in area ma cade a terra dopo uno sgambetto di Malerba. Per il direttore di gara, il romano Timpani, è calcio di rigore che Uva trasforma portando i suoi sull´1-1.
La prima frazione si chiude con un'occasionissima per Di Pinto che confeziona una palla goal sventata miracolosamente da Affinito.
SECONDO TEMPO - Nell'intervallo l'estremo nerazzurro Leuci accusa un malore ed è costretto a lasciare il campo facendo spazio a Moschetto.
Dopo una bella girata al volo di Di Pinto che si spegne al lato, la gara si rimette in discesa per i nerazzurri quando lo stesso numero 11 stellato viene steso in area da Carlucci al 12': rigore che si incarica di battere e trasformare il bomber originario di Barletta, al suo undicesimo centro stagionale.
Il Molfetta, punto nell'orgoglio, cerca di alzare il baricentro buttandosi in avanti. Il Bisceglie regge con ordine cercando delle rapide ripartenze in contropiede con Di Pinto e il neo entrato Romito (entrato al posto dello sfortunato Tritta, colpito duro).
Al 21' però un innocuo cross di Sisalli dalla destra coglie impreparata la retroguardia nerazzurra, Moschetto compreso, con la palla che si insacca incredibilmente in rete.
Ma il peggio purtroppo deve ancora arrivare.
Al 31' Moschetto sbaglia clamorosamente il rinvio servendo la palla sui piedi di De Porras che brucia i suoi marcatori e scarica in rete il goal vittoria per la Liberty.
Increduli i tifosi di casa e gli atleti in campo, con i nerazzurri che si trovano incredibilmente sotto per la prima volta durante l'arco della partita e dopo aver condotto il match. La rete pesa come un macigno sul morale dei nerazzurri e su quello del numero 12 nerazzurro.
Da quel momento non succede più nulla, con il match che si chiuderà con la vittoria degli ospiti e con l'estremo biscegliese Moschetto in lacrime consolato dai suoi compagni e dai giocatori avversari.
▼ DAGLI SPALTI BIANCOROSSI
21 febbraio 2010
di GIUSEPPE FACCHINI
Ritornare a vincere per dimenticare la sconfitta in Coppa e continuare la rincorsa al primato del Nardò. Alla richiesta di riprendere bene la propria avventura in campionato il Liberty Molfetta ha risposto in maniera positiva, battendo il Bisceglie anche se con non poche difficoltà (nella foto: una fase del match - S. Porcelli).Un derby ad alta tensione. Questo lo si sapeva già dalla vigilia tanto che il Prefetto di Bari ha impedito la trasferta biscegliese ai tifosi biancorossi, ma non è bastato. Il fanatismo ha cercato di giocare la sua partita anche oggi e così è successo che un gruppo di tifosi (se così si possono chiamare) costringono la rappresentanza libertina, composta da giocatori indisponibili e dirigenti, a guardare la partita non dagli spalti, né dalla gradinata, ma da un angolino del terreno di gioco dove, almeno lì, nessuno avrebbe fatto minacce di alcun tipo.
Beppe Ingrosso, ex tanto osannato a Bisceglie quanto visto ora come un traditore, si è sentito gridare di tutto, rischiando anche qualche “incontro del terzo tipo” con alcuni biscegliesi per nulla rassegnati al suo addio. È volato qualche schiaffo, ma alla fine al peggio non si è arrivati.
In campo, senza mezza difesa, Nicola Di Leo ha dovuto schierare Menga e Carlucci davanti ad Affinito e insieme a Visceglia e Bennardo in retroguardia. A centrocampo si è rivisto dal primo minuto Francesco Bitetto, mentre in avanti ancora fiducia al duo Uva-Suarez.
La gara è stata certamente divertente e ricca di emozioni, culminati alla fine con una papera colossale del secondo portiere nerazzurro Moschetto che ha consegnato su un piatto d’argento il golden goal a De Porras, in campo nella ripresa per l’infortunato Uva.
Il ritardo dai neretini è sempre di tre lunghezze, ma non è ancora detta l’ultima, sebbene la compagine granata riesca a vincere anche contro squadre insidiose come il Castellana.
Ma ecco la sintesi della partita odierna del “G. Ventura”.
PRIMO TEMPO - Dopo appena otto minuti il match si mette già tutto in salita per il Liberty. Lasalandra batte Affinito con un bel calcio di punizione da fuori e Bisceglie subito in vantaggio.
Il colpo ricevuto non demoralizza il Molfetta e al 13’ Bennardo ha la possibilità di pareggiare i conti, ma da pochi passi dalla linea di porta il suo è un tiraccio che finisce altissimo.
Al 32’ Di Pinto per poco non approfitta di un’incertezza del numero uno biancorosso in uscita e spara alto, mentre al 38’ Monticelli fa tutto bene in fase di preparazione ma si fa anticipare dal portiere biscegliese Leuci in uscita.
Passa un minuto e Suarez va giù in area di rigore nerazzurra. Il Sig. Timpani di Roma non ha dubbi e concede il penalty al Liberty. Uva dagli undici metri non sbaglia e il risultato torna in parità.
Al 45’ Affinito è costretto agli straordinari su un Di Pinto in giornata ed evita la rete avversaria come meglio può, dopo che lo stesso numero 11 biscegliese è stato bravo a sospendere la difesa libertina.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa mister Di Corato cambia Leuci con Moschetto tra i pali e mossa meno felice non poteva esserci.
Eppure, al 7’ Di Pinto al volo facendo quasi la barba al palo creando paura nella difesa molfettese, mentre al 12’ si fa abbattere da Carlucci in area e guadagna un calcio di rigore. A dirla tutta il contatto è parso molto dubbio, ma, in ogni modo, lo stesso bomber di casa gonfia la rete e riporta i suoi in avanti.
Al 20’ Monticelli perde l’attimo giusto per battere a rete da posizione favorevole e si fa anticipare da Malerba e Moschetto. Sul calcio d’angolo seguente Menga batte corto verso Sisalli che, con un tiro-cross sul quale nessuno tocca la palla, rimette in gara il Molfetta. È il momentaneo 2-2.
Al 31’ De Porras cerca la gloria personale con un pallonetto dal limite ma senza successo.
Nella seguente rimessa in gioco coi piedi, Moschetto anziché gettare la sfera il più lontano possibile la regala allo stesso attaccante italo-argentino, il quale, resistendo alla carica di due difensori, realizza il goal-vittoria.
Non succede più nulla se non l’abbraccio, dopo il triplice fischio, di compagni ed avversari al numero dodici di casa, visibilmente amareggiato per l’errore decisivo e per i cori poco incoraggianti del suo pubblico.
POST GARA - “Tre punti importanti per restare sulla scia del Nardò”. Questo il commento del DT molfettese Emanuele Belviso. “C’era un po’ di stanchezza per la partita di giovedì, ma alla fine bisogna fare i complimenti a tutti i ragazzi per aver vinto una gara così importante. Fortunati? Nella finale di Coppa Italia abbiamo regalato noi due goal agli avversari ed abbiamo perso. Nel calcio e nella vita capita a chiunque di sbagliare, ma, lo ripeto, il merito di questi tre punti è soprattutto il nostro che ci abbiamo creduto fino alla fine ed abbiamo cercato con tutte le nostre forze di vincere”.
▼ Le Foto del match a cura di S. Porcelli

AS BISCEGLIE
Leuci (46' Moschetto), Di Liso, Quercia, Rufini, Boffoli, Lasalandra, Malerba, Palazzo (59' Porcelli), Mazzone, Tritta (48' Romito), Di Pinto
LIBERTY MOLFETTA
Affinito, Visceglia, Menga, Carlucci, Bennardo, La Fortezza (75' Zaccaro), Monticelli, Uva (54' De Porras), Sisalli (91' Frisenda), Suarez
Arbitro: Timpani di Roma 2
Marcatori: 8' Lasalandra BIS, 33' rig. Uva LIB, 58' rig. Di Pinto BIS, 66' Sisalli LIB, 76' De Porras LIB
Ammoniti: Diliso, Lasalandra BIS / La Fortezza, Sisalli, De Porras LIB
Espulsi: nessuno
Liberty Molfetta: Ora testa al campionato. Si riparte da Bisceglie
20 febbraio 2010
Questo l’imperativo in casa Liberty dopo la sconfitta di Francavilla che ha consegnato la Coppa Italia al Nardò.
Domani al “Ventura” c’è il Bisceglie di mister Di Corato ad attendere la compagine biancorossa per il derby di giornata.
Una partita non semplice per il Molfetta e che la truppa neroazzurra giocherà davvero con grande intensità dopo la sconfitta di Terlizzi della settimana scorsa.
Nicola Di Leo (nella foto in alto con patron Canonico - S. Porcelli), dal canto suo, ha un gruppo altrettanto motivato a far bene e domani dovrà fare a meno, oltre al pubblico molfettese, a cui la Prefettura di Bari ha impedito la trasferta nella città dei dolmen, anche di Roberto Paris squalificato.
Domani al “Ventura” c’è il Bisceglie di mister Di Corato ad attendere la compagine biancorossa per il derby di giornata.
Una partita non semplice per il Molfetta e che la truppa neroazzurra giocherà davvero con grande intensità dopo la sconfitta di Terlizzi della settimana scorsa.
Nicola Di Leo (nella foto in alto con patron Canonico - S. Porcelli), dal canto suo, ha un gruppo altrettanto motivato a far bene e domani dovrà fare a meno, oltre al pubblico molfettese, a cui la Prefettura di Bari ha impedito la trasferta nella città dei dolmen, anche di Roberto Paris squalificato.
Dubbi invece sui rientri di Caselli e Ingrosso, l’ex di turno più atteso.
Anche gli avversari hanno in squadra un ex Molfetta temuto come Pasquale Tritta.
Arbitrerà l’incontro il Sig. Timpani di Roma, coadiuvato dagli assistenti Rega e Candia di Bari.
Anche gli avversari hanno in squadra un ex Molfetta temuto come Pasquale Tritta.
Arbitrerà l’incontro il Sig. Timpani di Roma, coadiuvato dagli assistenti Rega e Candia di Bari.
Bisceglie: Arriva il derby col Molfetta. Ma i tifosi biancorossi non ci saranno
20 febbraio 2010
di ALESSANDRO CIANI PASSERI+2.jpg)
Sarà una sfida incandescente quella che domenica pomeriggio andrà di scena al "Ventura" di Bisceglie.
Torna il grande calcio nella cittadina biscegliese, torna il derby tra Bisceglie e Molfetta.
Inutile dire che oltre ad essere uno dei derby più sentiti di Puglia, la sfida di domenica assume un'importanza ancor più rilevante vista l'alta posta in palio.
Da una parte il Bisceglie, reduce nelle ultime otto gare di 6 pareggi e 2 sconfitte (le ultime due maturate a Cerignola e Terlizzi) complice qualche decisione arbitrale alquanto opinabile e di episodi sfavorevoli, deciso a conquistare l'intera posta in palio per evitare di entrare nella bagarre della zona retrocessione (quest'anno dall'Eccellenza potrebbero retrocedere ben 6 squadre).
Dall'altra la Liberty Molfetta, corrazzata del torneo, obbligata a vincere per raggiungere la vetta attualmente a 3 punti di distacco e conquistare la serie D (tra l'altro Giovedì 18 i biancorossi hanno perso la finalissima di Coppa contro il Nardò).
Il Bisceglie cerca l'impresa e lo fa nel superderby contro la squadra nelle cui fila milita tra gli altri anche l'attesissimo Beppe Ingrosso (nella foto in alto con la maglia del Bisceglie), ex di lusso, già capitano dei nerazzurri fino a novembre prima di "abbandonare" la barca e accasarsi in biancorosso.
Mister Di Corato per la sfida di domenica dovrebbe recuperare Tritta e Diliso, contando sul rientro dopo un turno di squalifica del bomber Amedeo Di Pinto. Chi invece potrebbe rimanere ai box è il giovane esterno Colapietro, non al meglio della condizione.
La squadra capitanata dal grintoso e irriducibile Gaetano Malerba è pronta a giocare con il "coltello fra i denti" per conquistare dei punti fondamentali che significherebbero molto in chiave salvezza e vendicare la bugiarda sconfitta della gara d'andata maturata nei minuti finali nell'unico tiro nello specchio della porta dei locali dopo una grande gara di Di Pinto e soci.
La società nerazzurra conscia dell'importanza del match, chiama a raccolta i propri tifosi, stabilendo a € 5,00 il prezzo unico d'ingresso del tagliando allo stadio per qualsiasi settore.
La società nerazzurra invita tutti gli sportivi a gremire inizialmente la tribuna e successivamente la gradinata, così da stringersi tutti insieme nel sostenere la squadra.
Intanto, su disposizione della Prefettura di Bari, l' A.S. Bisceglie Calcio 1913 fa sapere che la tifoseria molfettese non potrà assistere alla gara di domenica.
La decisione, così come accaduto per la gara d'andata, è scaturita dall'accesa rivalità tra le due tifoserie nonchè dagli scontri avvenuti durante le gare disputate tra le due squadre negli anni precedenti.
Pertanto, si comunica che la vendita dei biglietti sarà riservata esclusivamente ai soli residenti nel Comune di Bisceglie previa presentazione del documento d´identità.
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Sarà una sfida incandescente quella che domenica pomeriggio andrà di scena al "Ventura" di Bisceglie.
Torna il grande calcio nella cittadina biscegliese, torna il derby tra Bisceglie e Molfetta.
Inutile dire che oltre ad essere uno dei derby più sentiti di Puglia, la sfida di domenica assume un'importanza ancor più rilevante vista l'alta posta in palio.
Da una parte il Bisceglie, reduce nelle ultime otto gare di 6 pareggi e 2 sconfitte (le ultime due maturate a Cerignola e Terlizzi) complice qualche decisione arbitrale alquanto opinabile e di episodi sfavorevoli, deciso a conquistare l'intera posta in palio per evitare di entrare nella bagarre della zona retrocessione (quest'anno dall'Eccellenza potrebbero retrocedere ben 6 squadre).
Dall'altra la Liberty Molfetta, corrazzata del torneo, obbligata a vincere per raggiungere la vetta attualmente a 3 punti di distacco e conquistare la serie D (tra l'altro Giovedì 18 i biancorossi hanno perso la finalissima di Coppa contro il Nardò).
Il Bisceglie cerca l'impresa e lo fa nel superderby contro la squadra nelle cui fila milita tra gli altri anche l'attesissimo Beppe Ingrosso (nella foto in alto con la maglia del Bisceglie), ex di lusso, già capitano dei nerazzurri fino a novembre prima di "abbandonare" la barca e accasarsi in biancorosso.
Mister Di Corato per la sfida di domenica dovrebbe recuperare Tritta e Diliso, contando sul rientro dopo un turno di squalifica del bomber Amedeo Di Pinto. Chi invece potrebbe rimanere ai box è il giovane esterno Colapietro, non al meglio della condizione.
La squadra capitanata dal grintoso e irriducibile Gaetano Malerba è pronta a giocare con il "coltello fra i denti" per conquistare dei punti fondamentali che significherebbero molto in chiave salvezza e vendicare la bugiarda sconfitta della gara d'andata maturata nei minuti finali nell'unico tiro nello specchio della porta dei locali dopo una grande gara di Di Pinto e soci.
La società nerazzurra conscia dell'importanza del match, chiama a raccolta i propri tifosi, stabilendo a € 5,00 il prezzo unico d'ingresso del tagliando allo stadio per qualsiasi settore.
La società nerazzurra invita tutti gli sportivi a gremire inizialmente la tribuna e successivamente la gradinata, così da stringersi tutti insieme nel sostenere la squadra.
Intanto, su disposizione della Prefettura di Bari, l' A.S. Bisceglie Calcio 1913 fa sapere che la tifoseria molfettese non potrà assistere alla gara di domenica.
La decisione, così come accaduto per la gara d'andata, è scaturita dall'accesa rivalità tra le due tifoserie nonchè dagli scontri avvenuti durante le gare disputate tra le due squadre negli anni precedenti.
Pertanto, si comunica che la vendita dei biglietti sarà riservata esclusivamente ai soli residenti nel Comune di Bisceglie previa presentazione del documento d´identità.
Coppa Italia: Il film fotografico della Finale *FOTO*
Le foto dal terreno di gioco (S. Porcelli)
Le foto dalla Tribuna (I. Lupo)
Le foto dalla Tribuna (I. Lupo)
Calcio e Media: In "Fuorigioco" il presidente del Bisceglie, Galantino
19 febbraio 2010
di MINO DELL'ORCO+PP.jpg)
Torna questa sera alle 21.20, ed in replica domani (sabato) alle 14.50, il tradizionale appuntamento con “Fuorigioco”, il settimanale calcistico di TeleDehon condotto da Mino Dell’Orco.
Nella prima parte della trasmissione, dedicata alle vicende di Andria e Barletta nei rispettivi campionati di Lega Pro, interverranno l’attaccante dell’Andria, Davide Dionigi, il difensore del Barletta, Domenico Marchetti, ed il giornalista Biagio Fanelli.
Il secondo segmento del programma, denominato “Dilettantissimo”, sarà come di consueto incentrato sul torneo di Eccellenza pugliese. Ospite in studio, assieme a Biagio Fanelli, il presidente del Bisceglie Calcio, Domenico Galantino (nella foto in alto).
Notevole spazio verrà inoltre riservato alla finale di Coppa Italia Dilettanti (fase regionale) tra Nardò e Liberty Molfetta, con commenti e numerose interviste ai protagonisti.
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Torna questa sera alle 21.20, ed in replica domani (sabato) alle 14.50, il tradizionale appuntamento con “Fuorigioco”, il settimanale calcistico di TeleDehon condotto da Mino Dell’Orco.
Nella prima parte della trasmissione, dedicata alle vicende di Andria e Barletta nei rispettivi campionati di Lega Pro, interverranno l’attaccante dell’Andria, Davide Dionigi, il difensore del Barletta, Domenico Marchetti, ed il giornalista Biagio Fanelli.
Il secondo segmento del programma, denominato “Dilettantissimo”, sarà come di consueto incentrato sul torneo di Eccellenza pugliese. Ospite in studio, assieme a Biagio Fanelli, il presidente del Bisceglie Calcio, Domenico Galantino (nella foto in alto).
Notevole spazio verrà inoltre riservato alla finale di Coppa Italia Dilettanti (fase regionale) tra Nardò e Liberty Molfetta, con commenti e numerose interviste ai protagonisti.
La telecronaca integrale di questa partita sarà trasmessa sempre oggi, su TeleDehon, a partire dalle ore 23,30, ed in replica domani sera alle 21.20.
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