di SILVIO DI PASQUA
Ci sono incontri in cui bisognerebbe saper accontentarsi e trarre frutto da una domenica in cui t’accorgi che le cose non girano al meglio e l’avversario e' di quelli che possono punirti al minimo errore.

Ci sono incontri in cui bisognerebbe saper accontentarsi e trarre frutto da una domenica in cui t’accorgi che le cose non girano al meglio e l’avversario e' di quelli che possono punirti al minimo errore.
E’ un po’ questa l’analisi della seconda sconfitta interna patita dal Lucera in questo girone d’andata, in cui il fattore campo per la truppa sveva si è dimostrato più ostico dell’erba dei terreni esterni. Il corsaro di turno, in questa occasione, è stato il Copertino, un complesso quadrato ed esperto, che ha messo a dura prova la formazione biancoceleste, apparsa meno smagliante delle precedenti occasioni. L’handicap, poi, di dover rinunciare al trequartista Quaresimale prima del fischio d’inizio della gara, causa un risentimento muscolare nelle fasi di riscaldamento, ha avuto il suo peso nell’economia del gioco dello scacchiere di centrocampo svevo. Non che De Stasio abbia demeritato, ma l’assenza dell’ex di turno (Quaresimale la passata stagione si era accasato proprio nella compagine rossoverde leccese), si è sentita soprattutto in fase di finalizzazione.
Un passo falso che non compromette il buon ruolino di marcia di Cannarozzi e compagni, anche se c’è da registrare che, per la prima volta dall’inizio del torneo, il Lucera è fuori dalla griglia dei play off, vale a dire la zona nobile della classifica. L’incertezza della lotta al vertice rende tutto più aleatorio e flessibile e, quindi, l’altalena in cima potrebbe continuare ancora per molte giornate.
Va detto, però, che ci sono da registrare anche i colpi di coda delle compagini di basso - centro classifica, che non permettono più di tanto distrazioni di sorta, considerato che quest’anno potrebbero essere anche cinque o sei le compagini in odor di retrocessione. Periodi di non brillantezza sono concepibili nell’arco della stagione, l’importante che il complesso di mister Zito faccia di necessità virtù e, qualche volta, scenda in campo abbandonando il fioretto per essere concreto e, soprattutto, mantenendo alta la concentrazione.
(G.d.M.)
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